CdS – Ancelotti ha tempo fino al Liverpool: serve una scossa

CdS – Ancelotti ha tempo fino al Liverpool: serve una scossa

di Alessandro Silvano Davidde, @ASDavidde
napoli, prosegue il silenzio stampa: le ultime di DAZN

Il Napoli di Ancelotti non passa contro il Genoa e ora la crisi è totale. Gli azzurri non vincono da un mese ormai e la classifica comincia a sfuggire di mano. Il Corriere dello Sport ha provato a stimare il tempo che De Laurentiis darà ad Ancelotti.

Ancelotti ha tempo fino a Liverpool. Poi aumenterà il mal di classifica

 

Ancelotti resta inattaccabile, almeno sino a prova contraria, almeno fino al Liverpool. Una fiducia a termine. Però De Laurentiis, in questi dieci giorni americani, tenterà di riuscire a decodificare una situazione divenuta allarmante, con risultati che rischiano di incidere sul futuro. Ora avvolto nella nebbia, poi aspetterà la reazione della squadra: la qualificazione in Champions, un’esigenza irrinunciabile, non è compromessa ma può divenire sempre più problematica e la paura di un fallimento agitano. 

Poi c’è il racconto di una serata riempita dal dissenso popolare, già mostrato alla squadra e che ricomincia quando l’orologio segna le ore 20: sembra un concerto di Pino Daniele, quello che va in scena al San Paolo. Sì: è soltanto la voce di Pino, sparata dalle casse, a fare breccia nel gelo della notte di Napoli. La scena è questa: tribune semivuote, i palloni sistemati in campo in attesa dell’ingresso della squadra e i tifosi in silenzio. Un silenzio surreale. Che a dispetto delle premesse poco incoraggianti si tramuta in applausi quando arrivano Meret, Ospina e Karnezis per il riscaldamento.

Si comincia per benino. Ma si prosegue male: entrano gli altri, con Insigne in testa a guidare il gruppo, e piovono fischi. Coperti però dal volume sempre più alto della musica degli Opus, quella del famoso riscaldamento danzato da Maradona a Monaco di Baviera, e da una lunga serie di petardi che esplodono in lontananza. All’esterno: un simbolo inequivocabile della protesta popolare già palesata all’arrivo del bus della squadra. “Vergognatevi”, l’urlo ripetibile. L’unico. 

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