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Non solo prima squadra, De Laurentiis ha un progetto ambizioso dietro la firma di Max Allegri: la rivelazione di Arpaia.
La notizia secondo cui Massimiliano Allegri sarà a breve il successore di Antonio Conte sulla panchina del Napoli ha lasciato perplessa una buona parte di tifoseria partenopea: reduce da una qualificazione in Champions League perduta all'ultima giornata con il Milan, il tecnico toscano non è esattamente il profilo che fa accendere l'entusiasmo della piazza '081'. Eppure, stando a quanto rivela Gennaro Arpaia, giornalista presso Il Mattino, all'interno di un articolo pubblicato sull'edizione odierna del suddetto quotidiano, Aurelio De Laurentiis ha un piano molto più ambizioso di quanto si possa pensare legato alla firma del mister livornese: egli, infatti, in virtù di avere già Giovanni Manna come direttore sportivo, elemento che Allegri conosce bene, ha voglia di seguire il modello 'Next Gen' lanciato dalla Juventus negli ultimi anni e valorizzare, dunque, i prodotti del proprio vivaio.
Di seguito, quanto scritto da Arpaia sulle colonne de Il Mattino ed evidenziato dalla nostra redazione:
"In principio furono De Sciglio e Cristante. Ma da quel 2011 ne è passato di tempo. Eppure, l’attrazione di Allegri per i giovani talenti non è mai passata. Precisiamo: Max - pronto a sedersi sulla panchina del Napoli già dai prossimi giorni - non è quello che propriamente si definirebbe un appassionato di giovani da lanciare. Ma è un volpone della panchina. Per lui - come sempre dovrebbe essere - non esistono 'giovani' e 'anziani'. Semplicemente, l’unica distinzione che opera in panchina è tra calciatori 'bravi' e calciatori 'meno bravi'. E quando c’è un bravo, merita di giocare. Anche se ha 16 anni. Chiedete, appunto, a Bryan Cristante che in quell’inverno del 2016 fa il suo esordio con il Milan. Pochi mesi prima, a 18 anni da poco compiuti, c’è De Sciglio in campo. Con Allegri in rossonero fanno l’esordio anche Ganz e un giovanissimo Petagna, anche lui appena 18enne, prima di cominciare il lungo tour della sua carriera che lo ha riportato oggi al Monza, a pochi chilometri di distanza.
[...] Ma il vero capolavoro, Allegri, lo fa in bianconero. Alla Juventus non solo aiuta gli esordi di tanti calciatori che per anni hanno poi aiutato la squadra a vincere, ma ha anche permesso al club di vendere giovani prospetti formati nelle proprie file per fare cassa. Mica male. Nel 2016, per esempio, era stato Max a mostrare al calcio italiano il 16enne Kean: «Ha qualità tecniche, ma la differenza la farà il comportamento che lui avrà» disse. La punta italiana fu il primo calciatore del 2000 a esordire in Serie A. E non fu l’ultimo, ovviamente. Negli anni da juventino, Allegri ha dato immediatamente spazio a calciatori come Coman (18enne) e Rugani (21enne) ma è soprattutto nel suo secondo ciclo a Torino che ha cambiato marcia. La novità era sotto gli occhio di tutti: l’arrivo della Next Gen in casa Juve cambiò le prospettive di un club che aveva ormai abbandonato i fasti economici di un tempo e guardava al futuro dal vivaio. «Quando sono tornato mi è stato chiesto di ringiovanire la squadra, inserire tre giocatori Next Gen ogni anno, abbassare il monte salari e rendere la squadra sostenibile pur rimanendo competitiva» spiegò. Quando, nel 2024, Allegri lascia la Juventus aveva lanciato in prima squadra più di 11 calciatori Under 23, una percentuale altissima per un top club come la Juventus. Gatti, che oggi piace tanto anche al Napoli, deve a lui l’esordio e la valorizzazione dopo l’arrivo dalla Serie B. Ma non solo: Miretti (18 anni), Soulè (19), persino Yildiz (18), tutti sono passati dalle mani di Max, tutti ringraziano Allegri per il debutto e la fiducia in Serie A. Calciatori che oggi fanno la fortuna della Juventus e della Roma.
[...] Impossibile, almeno all’inizio, replicare a Napoli una simile esperienza. Ma anche questo è tra gli obiettivi di Allegri: Max e Manna, insieme, hanno fatto le fortune del vivaio juventino, De Laurentiis spera di poter rivedere la stessa esperienza anche in azzurro. Con un vivaio che ha appena assistito all’ennesima retrocessione in Primavera 2. Ma non solo: l’esperienza di Vergara nell’ultima stagione va replicata. Stavolta, però, non solo aspettando che il resto della squadra restasse ai box, obbligati poi nella scelta dell’ultimo nelle gerarchie. Il Napoli che guarda a un mercato di Under 23, chiede a Allegri anche la valorizzazione di quei talenti su cui il club è disposto a investire. Ci sarà da lavorare, ma le competenze e la fiducia non mancano. Il talento si pesca o si forma in casa. E poi si lancia in campo. Non esistono giovani e anziani, ma solo bravi e meno bravi. E i primi in campo devono andarci sempre".
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