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Alisson Santos: “Sto bene a Napoli, voglio restare! Milan? Puntiamo alla vittoria”

Raffaele Troiano
Le parole del brasiliano ai microfoni de La Repubblica

Intervistato ai microfoni de La Repubblica, Alisson Santos ha raccontato il suo amore per il Napoli e la città, e ha mostrato la sua carica in vista della delicatissima sfida contro il Milan. Ecco quanto, delle sue parole, è stato evidenziato dalla nostra redazione!

Alisson Santos: "Vogliamo battere il Milan e arrivare sempre più in alto"

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Di seguito le parole di Alisson Santos ai microfoni de La Repubblica: "Mi piace la destrezza con cui ondeggiano sull’acqua, anche se a 23 anni non sono mai salito sulla tavola. La mia passione però è danzare tra gli avversari ed è per questo che quando segno esulto così, facendo zig zag. Neymar? È l’idolo che ho sempre sognato di avvicinare. In pochi sanno saltare l’uomo come fa lui e nel calcio non c’è niente di più eccitante del dribbling...".

A Napoli cercano ancora l’erede di Kvaratskhelia: si candida lei?

"So che Kvara ha giocato qui e ammiro molto anche lui, ma dirà il campo se siamo simili. A Napoli devo fare il mio percorso, umano e professionale".

Cosa rappresenta il calcio nella sua vita?

"Tutto. Il calcio è stato la vita di mio padre e la mia da quand’ero piccolo. Sono cresciuto col pallone".

Quando ha capito che poteva diventare una professione?

"Sin da piccolo. Era il mio sogno e sapevo di avere molta qualità: le persone mi guardavano giocare e dicevano che un giorno sarei stato un calciatore, come mio padre. Ci ho creduto sempre e ho lavorato duramente, per riuscirci".


Suo padre era centrocampista, lei attaccante.

"Papà era l’esempio, Neymar il modello. Guardavo sempre lui e volevo giocare nella sua posizione. Mi piace come punta l’avversario e spesso lo salta. Il dribbling mi viene naturale fin da quand’ero bambino".

Surfisti si nasce...

"Sì, ma ci ho anche lavorato su: in spiaggia, per strada, nei campi di calcio e futsal, credo di aver giocato a pallone dovunque".

È stato anche in Tunisia, quando suo padre giocava lì.

"Ero piccolo, ci sono rimasto undici mesi. Sono nato a Itapetinga e mi sento brasiliano a tutti gli effetti".

Brasile significa anche Seleçao: ci fa un pensierino?

"Ora sì. In realtà è sempre stato un mio obiettivo, ma sento di essere un po’ più vicino a realizzare questo sogno. So che devo lavorare molto di più e impegnarmi tanto, per arrivarci".

Giocare in Italia può aiutarla?

"Credo di sì, anche perché alla guida del Brasile c’è Carlo Ancelotti. Con un ct italiano potrei essere avvantaggiato".

Il Napoli è arrivato al momento giusto?

"In verità non me lo aspettavo, perché stavo giocando poco allo Sporting. Sono stato felicissimo per questa grande opportunità di vita e carriera. È molto bello essere a Napoli, mi gratifica. Sto facendo del mio meglio per aiutare il club e nel frattempo imparo, con la guida di un allenatore super e tanti campioni intorno".

A inizio ottobre aveva giocato al Maradona da avversario.

"L’atmosfera era incredibile e feci subito una videochiamata con il mio agente, per mostrargliela. Ho ancora uno screenshot di quella serata. È speciale giocare in uno stadio che si chiama Maradona. So cosa ha rappresentato per il calcio e per i napoletani".

Maradona è megl’ e Pelé, dicono a Napoli. Lei da brasiliano che ne pensa?

"Che ho visto entrambi nei video, due fuoriclasse straordinari. I modelli non sono mai abbastanza".

A proposito di modelli: ha scritto su Instagram che un giorno potrà raccontare di aver giocato con Kevin De Bruyne.

"Significa tanto, per me. De Bruyne è un grande calciatore che ammiravo da bambino, prima ancora di diventare un professionista. Lo guardavo e mi sembrava un traguardo lontanissimo, poter giocare con uno come lui. Invece m’è successo ed è speciale. Devo approfittare di ogni giorno per imparare da un campione come lui, perché ha vinto tanto e ha una grandissima esperienza. Come gli altri big che a Napoli mi hanno accolto molto bene. Mi sento come in una famiglia".

E con Conte che rapporto ha?

"Mi ha aiutato molto fin dal primo giorno, spiegandomi come gioca la squadra e cosa devo fare per dare il meglio, aiutando il Napoli a centrare i suoi obiettivi".

Dove può arrivare il Napoli in queste ultime partite?

"Più in alto possibile, ma sappiamo di dover giocare partita dopo partita. Non sarà facile e dobbiamo lavorare tanto".

Domani arriva il Milan.

"Al Maradona è dura per tutti. Ho giocato qui da avversario con lo Sporting, che è forte e adesso è ai quarti di Champions. Ma abbiamo perso".

Che tipo di partita si aspetta?

"Mi piacciono molto i big match e spero che potremo dare il massimo per vincere. Sappiamo che sarà molto difficile, il Milan è un avversario forte, ma dobbiamo andare in cerca dei tre punti".

Ritroverà Leao.

"Lui è un mio amico, l’ho conosciuto proprio a Lisbona. Credo che sia un grande giocatore. Vediamo se ci sarà, so che era infortunato".

Lei invece come sta?

"Sto bene. Non mi aspettavo che le cose andassero così, ma sono felice e spero di continuare così".

Rimanere a Napoli per molto tempo è un suo obiettivo?

"Sì, è una cosa che voglio, perché essere qui è un sogno. Ma bisogna lavorare e il futuro dirà tutto".

Perché indossa il 27?

"Perché è la mia data di nascita e perché l’11 che usava Neymar è occupato".

Hobby, abitudini, passioni: si racconti.

"Mi piace molto ascoltare musica, non suonarla. Sto attento all’alimentazione e ho un nutrizionista. Vivo con mio fratello e ci divertiamo con i videogiochi".

Ha avuto modo di vedere la città?

"Solo un po’, non esco tanto, ma Napoli mi piace. Spero di avere più tempo in futuro per conoscerla meglio".

Alla fine del campionato, iniziano i Mondiali: chi li vince?

"Che domande, il mio Brasile...".

Si aspettava che l’Italia venisse eliminata?

"No. E volevo tanto che l’Italia tornasse a giocare la Coppa: senza gli azzurri è un’altra cosa. Spero possano tornare presto ai massimi livelli".