Senza voler entrare nelle pieghe degli errori arbitrali, degli infortuni e della sfortuna, basta analizzare lucidamente dove si trova ora il Napoli. È lì, secondo, nonostante tutto. È chiaro che alla mente viene una domanda sorrentiniana: a cosa stai pensando? Parthenope nel film è rincorsa da questa domanda, così come lo siamo noi addetti ai lavori e ai tifosi. L’assenza di Hojlund e rivedere De Bruyne in campo, sono forse le risposte a questa domanda: stiamo pensando a un Napoli al completo che, certamente, avrebbe fatto qualcosa in più in Champions e si troverebbe a meno distanza dall’Inter, proprio come lo scorso anno. È chiaro che di certo non c’è nulla, ma un occhio felino si renderebbe conto delle mancanze avute da agosto ad oggi. Ma già non è più tempo di rimuginare, si guardi avanti. Questo secondo posto vale come uno scudetto quest’anno e come uno per il futuro. Il motivo sono le basi solide su cui poggia il progetto, da Conte ai calciatori c’è certezza di avere uomini forti (altra citazione doverosa ndr). Ora serve la famosa calma olimpica e in queste 7 partite in cui si può mettere pressione davanti e allontanare ancora di più le squadre dietro. Come ha detto Conte nel post partita, poi ci si siederà a tavolino e si capirà cosa può fare di più questa squadra. Andranno fatte scelte ponderate e lavati in famiglia tutti i panni sporchi. Non è più tempo di essere veggenti danteschi, lasciamolo al Milan: va solo continuato ciò che di magnifico è nato 3 anni fa, tra ostacoli e picconamenti, che dà risposte all’altra domanda sorrentiniana: sì, si può essere felici nella città più bella del mondo.
A cura di Giovanni Frezzetti
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