Nel 1973-1974 la Coppa Italia aveva un regolamento diverso da quello che conosciamo oggi. La prima fase si svolgeva a gironi da sola andata fra 5 squadre e la prima di ogni raggruppamento passava alla seconda fase a gironi da 4 da cui le rispettive prime classificate avrebbero disputato la finale unica all'Olimpico di Roma (come avviene anche oggi). Il girone 6 composto da Napoli, Bologna, Genoa, Avellino e Reggiana fu funestato dall'improvviso scoppio di epidemia di colera, in particolare in Campania e Puglia. A causa della totale mancanza di coordinamento tra le autorità calcistiche e quelle sanitarie regionali, il calendario degli incontri venne sconvolto, arrivando perfino ad ipotizzare l'annullamento della competizione. L'incontro del girone col Genoa, in programma per il 16 settembre 1973, si sarebbe dovuto disputare a Marassi, ma le autorità del capoluogo ligure negarono l'autorizzazione allo svolgimento dell'incontro, per paura di un'estensione del contagio nel territorio ligure. La Lega Calcio stabilì l'inversione di campo al San Paolo, ma i dirigenti del Genoa rifiutarono di disputare l'incontro per il rischio che qualche giocatore avvertisse postumi nocivi proprio in coincidenza della gara. Il club ligure pertanto non si presentò a Napoli e la Lega assegnò il 2-0 a tavolino agli azzurri e di conseguenza inflisse un punto di penalizzazione in classifica al Genoa. Alla fine fu il Bologna a vincere il girone, superando proprio il Napoli soltanto per un gol; infatti le due compagini finirono prime entrambe a 5 punti in classifica con la stessa differenza reti, ma i felsinei segnarono una rete in più dei partenopei e passarono alla seconda fase ai danni degli azzurri.
calcionapoli1926 partite storiche Quando il Genoa non volle affrontare il Napoli a causa dell’epidemia di colera
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