Le parole del tecnico nerazzurro
Allegri abbassa i toni, ma contro l'Inter il Napoli deve dimostrare di che pasta è fatto - VIDEO
Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del big match contro il Napoli avversario degli ultimi anni per la corsa scudetto. A seguire le sue parole riportate da Sky Sport.
Inter, Chivu: "L'anno scorso la sconfitta contro il Napoli ci ha dato stimoli.
Come sta la squadra?"Fiduciosa, abbiamo lavorato bene. Con Monza e Cagliari abbiamo cercato di mettere in mostra le nostre caratteristiche, consapevoli che non siamo al massimo della condizione. Sappiamo tutti dell'importanza di questa partita, che il Napoli è arrivato 2° e che due anni fa ha vinto il campionato. Dobbiamo onorare al meglio questo tipo di partite".
Cosa ha detto ad Ausilio prima che andasse via?
"Piero per me è un amico prima che un professionista. Abbiamo avuto il piacere di condividere tanti anni all'Inter e tanti trofei, sia da calciatore che da allenatore. Nel calcio di oggi è una delle poche eccezioni per tanti anni fatti all'interno di una società, 28. Bisogna ringraziarlo per quello che è stato in grado di fare in questi anni. Ieri è stato emozionante, abbiamo avuto modo di salutarlo, abbracciarlo e ringraziarlo".
Quest'anno la gestione delle risorse può diventare un fattore?
"È una delle caratteristiche che un allenatore deve avere. Io pretendo premurosità da parte del gruppo, e devo tenere presente tutto quello che rappresenta questa parola. Consapevole del fatto che non è mai facile accontentare tutti. Purtroppo su 25 giocatori solo 11 la domenica possono essere felici. Credo molto nell'unità del gruppo e nel livello alto che si deve avere nel quotidiano. L'anno scorso abbiamo visto l'importanza dei 5 cambi, di quello che possono dare in quei minuti. La mentalità deve essere questa: siamo tutti sulla stessa barca e non dobbiamo far vedere quando siamo arrabbiati o quando l'allenatore fa un'ingiustizia nei nostri confronti. Tutti avranno le proprie possibilità, la stagione è lunga".
Forse è mancata un po' di rapidità difensiva nelle prime due partite. Cosa ti aspetti?
"Non credo di aver subito più di tanto con Monza e Cagliari. Abbiamo saputo gestire e leggere determinati momenti. Ovvio che ci sono da migliorare tante cose, soprattutto nel prevenire. Abbiamo dei grandi difensori che sanno sistemare le cose da soli, sanno quando sbagliano e sanno che durante una partita si può anche concedere. La bellezza del calcio è questa. Si esagera nell'evidenziare due ripartenze subite, ma poi si chiede un calcio offensivo. A volte rischieremo, subiremo, l'importante è avere l'energia e il coraggio".
Si torna a parlare di scontri diretti...
"Mi mancava... Ma quali sono gli scontri diretti? Con quelli che finiscono tra le prime quattro o per 'tradizione'. Se consideri le prime quattro Milan e Juve dovevi lasciarle l'anno scorso. Se parliamo di tradizione, invece, vale tutto, anche il Como. Per me gli scontri diretti sono tanti, anche quando giochi con l'ultima in classifica".
E' una partita normale per l'Inter o vincerla dà un messaggio al campionato?
"Le mie lezioni l'anno scorso le ho imparate, alla terza avevamo già due sconfitte ma abbiamo vinto. Sì è uno scontro diretto ma per noi sono importante tutte le partite. Consapevoli che a volte si può perdere, l'importanza è come reagisci. Abbiamo fatto 6 punti in due partite e vogliamo dare continuità allo standard che abbiamo creato negli ultimi sette anni. Giochiamo contro una squadra forte, rispettiamo il nostro avversario e sappiamo che non sarà facile".
In che modo vi ha neutralizzato lo scorso anno il Napoli?
"Per quanto riguarda l'anno scorso, la partita a Napoli ci ha dato più stimoli e motivazioni nel correggere i nostri errori e le nostre debolezze. Soprattutto nel gestire l'ingiustizia. Abbiamo fatto un primo tempo meraviglioso, ci siamo arrabbiati per qualcosa che pensavamo non fosse giusto e abbiamo smesso di fare quello che dovevamo nel secondo tempo. L'importante è imparare dalle sconfitte, e lo abbiamo fatto molto bene. Sappiamo tutti che non è mai giusto paragonare le partite, perché cambia tutto. Vogliamo essere competitivi, far vedere che l'identità nostra è quella giusta, senza perdere di vista la forza e l'identità di questa squadra".
A che punto sono i due inglesi?
"I piani ho imparato a non farli. Ci si preoccupa di quello che non è accaduto nella mia gestione del gruppo. Siete curiosi di Spence, Jones e Stones. Io sono altrettanto curioso di Carlos Augusto e Mkhitaryan, di quelli che sono parte fondamentale del gruppo. Stones e Jones stanno bene, avranno la possibilità di far vedere quello che valgono anche se non ce n'è bisogno. Spence è nel processo di riatletizzazione, sta smaltendo il suo problema".
Le piace questo modo di arbitrare?
"La nostra squadra si è sempre allenata nel mantenere un'intensità alta. A me piace, piace a tutti credo. Aumentare il volume di gioco non è poco. Siamo tutti contenti che si possa giocare di più".
"Ovvio che stanno meglio rispetto alle settimana scorsa, ma ancora devono mettere in condizione. Sia che partano dall'inizio o a gara in corso, saranno all'altezza della partita".Come si prepara la partita?
"Dobbiamo mantenere la nostra identità, la determinazione, il coraggio e la voglia di essere dominanti. Questa squadra nella sua mente ha ben preciso cosa vuole fare. Siccome l'anno scorso qualche errore nel preparare la partita l'ho fatto, spero di aver preparato dai miei errori".Quanto ha seguito Pavard lo scorso anno?
"Io di Benji posso parlare di quello che ho vissuto io. A me interessa quello che sta facendo ora, è tornato un giocatore che si è messo a disposizione del gruppo, ha fatto vedere una preparazione estiva importante. Ha voglia di stare qua e dare il suo contributo alle nostre ambizioni".Akanji domani giocherà?
"Non lo so. Non so mai la formazione. Ho dei dubbi. Siccome ho 25 ragazzi tutti forti, le scelte le faccio all'ultimo. Abbiamo una metodologia che ci permette anche di 'nascondere' e non far vedere chi è titolare in settimane. Voglio responsabilizzare tutti i calciatori, la cosa più brutta è quando un allenatore lavora dal mercoledì già con gli undici titolari. È un anno che lavoro così e continuerò su questa linea. Sulla formazione ho qualcosa di certo che accadrà, ma domani potranno cambiare le mie idee".Avete fatto sembrare facile la vittoria del campionato e della Coppa Italia. Cosa deve fare Chivu per essere ritenuto il miglior allenatore della Serie A? In riferimento al fatto che Fabregas ha vinto il premio come miglior allenatore.
"Come rispondo posso essere interpretato, quindi mi congratulo con Cesc. Ha fatto vedere quello che è in grado di fare, sappiamo il livello di competitività che ha e il lavoro che ha fatto al Como. Merita questo trofeo. Poi io ho delle anomalie caratteriali che non mi permettono di pensare al mio ego. I miei pensieri e la mia premura va verso i miei giocatori, vederli felici mi riempie d'orgoglio. Lavoro per loro. E poi io non baratto mai un titolo individuale per un trofeo e soprattutto per quello di campione d'Italia".Che stagione sarà per Esposito?
"Ha un anno alle spalle con noi, nel quale ha fatto molto. È stato abbastanza? Non lo so, però ha fatto. E ha dato il suo contributo ai trofei vinti. Abbiamo quattro attaccanti che devono far vedere chi sono e devono capire quanto sono importanti per la nostra squadra. Tutto quello che mi aspetto da Pio, ma anche dagli altri tre, sono dei miglioramenti che si possano fare".
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