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Allegri: “La mia permanenza al Milan? Ora sono concentrato sull’obiettivo Champions”

Sara Ghezzi
Le parole del tecnico rossonero

Massimiliano Allegri è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Verona. Il tecnico del Milan è stato interrogato sul suo futuro dopo le voci che lo accostano alla panchina della Nazionale. A seguire le sue parole.

Allegri: "Futuro al Milan? Le mie energie ora sono su altro"

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La sua permanenza al Milan è decisiva anche per la permanenza di Modric e Rabiot?

"Questo non lo so. Io so solo che tutte le energie e le forze devono andare sull'obiettivo finale. Sopra tutto e tutti c'è sempre il Milan. Qui sono passati in tanti, ma sopra c'è sempre il club e tutti dobbiamo lavorare per il club. La società in estate ha lavorato molto bene, abbiamo anche giocatori straordinari, va rinforzata la base. Ma per rinforzare la base bisogna arrivare in Champions. Prima si arriva in Champions, poi si programma il futuro".

La tua idea è restare?

"In queste settimane, tutti parlano, tranne i miei amici che sono a Livorno. Ogni anno si arriva in questo periodo a dire questo va di là, quello va di lì. Quello che conta è il risultato finale".

Te la senti di rassicurare i tifosi?

"Gli unici che non parlano sono i miei amici che stanno a Livorno. Ma è normale. Tutti gli anni si arriva in questo periodo e si dice che quello va di lì e quello va di là: il calcio è bello anche per questo. Nel calcio può succedere di tutto, anche nelle partite. Una cosa che conta è il risultato finale, attraverso le prestazioni. In questo momento l'obiettivo è chiaro. Ripeto, la mia storia di allenatore parli chiaramente: sono stato 4 anni al Milan, ho fatto 8 anni alla Juventus, poi sono tornato al Milan. Per me tanti cambiamenti non sono stati nel mio DNA. Mi piace lavorare in un club che è un'azienda, che va gestita come tale: va resa competitiva e nello stesso tempo sostenibile. Per fare questo non possiamo fare tutto in un giorno: bisogna programmare analizzare, vedere gli errori che sono stati fatti e continuare".


Cosa vi siete detti a pranzo?

"Sono incontri, come ci sono stati in sede anche due giorni fa, in cui uno parla dell'annata e su cosa è andato e cosa no. Poi verranno messi sul tavolo quando raggiungeremo l'obiettivo, che potrebbe essere raggiunto anche all'ultima giornata. Importante vincere ma se non dovesse succedere non è che non entriamo in Champions... Poi a pranzo si discute sulla situazione ed è normale che dopo 3 sconfitte in 4 partite, ci facciamo delle domande. I ragazzi hanno fatto una buona settimana e in questi momenti potresti perdere delle certezze acquisite ma non deve succedere".

Perché non dice che vuole restare? Perché Furlani e Scaroni non lo dicono?

"L'ho detto anche prima: la mia storia di allenatore dice che sono stato tra Milano e Torino e sono molto contento. Il primo step è arrivare in Champions, poi si può programmare il futuro. Ad un certo punto tutti sognavamo di competere con l'Inter, ma senza perdere di vista l'obiettivo. Io sono legato al Milan e di solito quando siamo partiti a inizio stagione, bisognava pensare già alla prossima: una volta che è stata costruita la squadra di quest'anno, già è partita la costruzione dell'anno dopo. Però bisogna arrivare in Champions. Non bisogna guardare tre mesi avanti, ma due anni".