Cardinale Sepe curato con l’ossigeno. Il primario del Cotugno: “Andava ricoverato prima”

di Domenico D'Ausilio, @dom_dausilio

Sono discrete e stabili le condizioni cliniche del cardinale Crescenzio Sepe che dal pomeriggio di venerdì scorso è ricoverato al Cotugno. La diagnosi di ingresso in ospedale è polmonite interstiziale bilaterale causata dal Covid-19. Sepe ha una modesta assistenza di ossigeno con maschera di Venturi, ma non è in sub intensiva e non ha certo bisogno di una rianimazione. È tuttavia sotto stretta osservazione per l’età, le comorbilità (la concomitante presenza di altre patologie o fattori di rischio come sovrappeso, leggera iperglicemia). Lo riporta l’edizione odierna de Il Mattino.

Cardinale Sepe ancora ricoverato al Cotugno

Foto SSC Napoli

Il primario del pronto soccorso del Cotugno Nicola Maturo ha dichiarato ai microfoni del Tgr: “In questi casi, quando ci sono i sintomi di insufficienza respiratoria e la saturazione di ossigeno scende a valori inferiori a 95 bisogna ricorrere subito al ricovero per sbarrare il passo alla progressione della malattia. Giusto ricoverarlo, forse doveva venire un po’ prima”. La degenza di Sepe, se tutto proseguirà per il meglio, dovrebbe durare altri quattro o cinque giorni. La sua agenda, in questo lasso di tempo, dovrà essere completamente azzerata. Oltre all’annullamento della messa di ringraziamento di oggi, a conclusione del suo mandato pastorale, potrebbe essere a rischio anche il passaggio del testimone e la cerimonia ufficiale di insediamento del suo successore, don Mimmo Battaglia, in programma il 2 febbraio.

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