L'editoriale del giornalista sportivo

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Nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni indica le riforme necessarie per rilanciare il calcio italiano: meno costi per le scuole calcio, maggiore sostegno ai vivai e più spazio ai giovani per costruire il futuro della Nazionale. A seguire l'articolo.

Le cinque proposte di Zazzaroni per cambiare il calcio italiano

"Fatto Mancini, proviamo a fare gli italiani (calciatori , nuovi tifosi). Vogliamo cominciare a parlare seriamente di rinnovamento, vivai, scuole calcio, di giovani da crescere per garantire un futuro all’intero movimento e alla Nazionale? Facciamolo allora, abbandonando possibilmente le chiacchiere da social, i luoghi comuni, tutte le banalità che un tema sconosciuto ai più contribuisce a diffondere. In un libro di 180 pagine ho trattato i problemi del settore con l’imprescindibile attenzione per la base. Confrontandomi con specialisti e dirigenti, sono giunto a conclusioni che interessano in primis le società sportive, vittime di un sistema che deprime iniziativa e talento.
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Ci sono cose che si possono e devono fare per ridurre i costi di gestione delle società sportive che sono elevatissimi e, di riflesso, incidono sui bilanci familiari (iscrizione, trasporti e altro), a partire da quello per il tesseramento preteso dalla federcalcio: 14-18.000 euro l’anno. Per ottenere i punteggi élite le società sono poi obbligate a sostenere altre spese: dallo psicologo, che è obbligatorio, al safe-guarding, dagli allenatori patentati ai laureati in scienze motorie. Un tecnico, per ottenere, il patentino spende migliaia di euro. Un campo sintetico omologato dalla Figc costa oltre 500.000 euro, ai quali vanno aggiunti i 15.000 da versare alla Lega per ottenere l’omologazione e gli 8.000 ogni 4 anni per la riomologazione. Quali, le soluzioni per permettere a tutti di giocare a calcio - limitatamente alla fase dell’accesso - senza dover spendere tra i 500 e i 1.000 euro l’anno?

1) I costi federali se li devono accollare le società professionistiche: i loro settori giovanili devono partire dai 12 anni, e non dai 6 attuali, con rose limitate a 22 giocatori, in modo che tutti abbiano la possibilità di vedere il campo - la partita è il massimo momento di crescita. Ci sono società che presentano in rosa 30 ragazzi e altre che non riescono a iscriversi perché non hanno un numero sufficiente di giocatori. Se un ragazzo gioca 15 minuti in un mese perde chiaramente stimoli e passione, anche perché gli allenatori a contratto annuale utilizzano sempre gli stessi soggetti. Serve inoltre l’obbligo per i settori giovanili (almeno fino ai 15 anni) di far entrare tutti e 18 i giocatori a disposizione. 2) I corsi allenatori devono essere pagati dalla federazione e aperti a tutti (i punteggi sono una barzelletta ormai: eccellenti formatori non hanno mai giocato in serie A o in B). Gratuità o sconti, naturalmente, a chi presenta redditi bassi. 3) Altro punto-chiave, l’eliminazione dell’Iva per le associazioni no profit (la versano e non possono scaricarla) su acquisti, utenze ecc. e della tassa rifiuti. 4) Sono correttivi necessari anche l’aumento delle tabelle nel caso di passaggio di giocatori a società professionistiche e il pagamento immediato, non più alla firma del contratto. 5) Bisogna peraltro tornare a giocare come una volta per semestre. Il secondo semestre dell’anno precedente con il primo dell’anno successivo, per contrastare il RAE e aspettare i “tardivi”.

Sono soltanto alcune delle mosse da fare per riportare il calcio a bene comune, ampliando notevolmente il bacino al quale attingere. Il Genoa - è solo un esempio - ha svincolato dei primavera presenti da 10 anni nel proprio vivaio per sostituirli con degli stranieri lasciati in una società dilettantistica per un solo anno, così da poter essere tesserati da una pro. Regola da cambiare: se sei uno straniero minore devi restare almeno 3 anni in una società dilettantistica. Altro caso: l’Atalanta ha 30 giocatori in primavera e 5 o 6 che scendono dall’under 23. Ci sono ragazzi di talento che arrivano dal settore giovanile con sole 5 partite giocate l’anno precedente. La strada e gli oratori evocati più volte in conferenza stampa da Ranieri appartengono al passato remoto, li hanno sostituiti le scuole calcio che dovrebbero finalmente premiare l’irregolarità e l’inclinazione, la passione di ognuno".

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