A Stile TV, nel corso della trasmissione "Salite sulla giostra" di Raffaele Auriemma, l’ex direttore generale FIGC Antonello Valentini ha analizzato il momento del calcio italiano, sottolineando la necessità di riforme condivise e di maggiore collaborazione tra tutte le componenti del sistema. A seguire le sue parole.

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Valentini: “Serve una svolta per il calcio italiano, meno egoismi e più unità”
Valentini: “Compromesso e responsabilità per rilanciare il calcio italiano”
—"Ci aspetta una ripartenza che non deve passare solo per Malagó che ha qualità manageriali e passione sportiva per fare bene. Serve che vengano messi da parte egoismi perché anche Gravina ha proposto qualcosa sul piano delle riforme, ma quando scattano veti incrociati, non si riesce a fare nulla. A Gravina nessuno gli ha consentito di fare qualcosa per cui tutte le componenti devono responsabilizzarsi per fare passi avanti. È il momento di trovare strade comuni e Malagó ha grandi capacità di mediazione. Compromesso non è una parolaccia, significa calarsi nel ruolo degli altri e fare scelte condivise. Le regole internazionali impediscono di imporre un certo numero di italiani in campo, servirebbe un accordo tra le società che si impegnano a schierare tot giocatori selezionabili, ma non accadrà mai perché i club più grandi hanno interessi diversi da quelli più piccoli. Magari prevedere degli incentivi per far crescere i giovani soprattutto in B e in C può essere la strada perché giovani bravi ne abbiamo. Bisogna guardarsi negli occhi per evitare di fare proclami, predicare bene e razzolare malissimo. Se non si fossero fatti male i vari Lukaku , De Bruyne e via dicendo ,Vergara non l'avremmo mai visto in campo. Quando parliamo di dare più spazio al talento, di eliminare la tattica, di coltivare la fantasia dei giocatori, chi deve dare questi inidirizzi agli allenatori se non la scuola di Coverciano? Eppure non lo si fa, ma deve esserci una svolta. Nessuno si chiami fuori dalle proprie responsabilità, bisogna impegnarsi per dare nuova linfa ai vivai, all'impiego e agli incentivi sui giocatori. Non sono convinto che ridurre il numero di squadre risolva i problemi, De Laurentiis l'anno scorso insieme a tutte le società ha votato contro la riduzione dell'organico e qualche mese ha detto il contrario".
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