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interviste
L'amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, ha commentato dal palco dell’evento Il Foglio a San Siro le parole di Aurelio De Laurentiis. Ecco quanto dichiarato.
“Il problema non è Gravina, penso che abbia svolto un lavoro positivo. Poi è chiaro che, davanti a certi eventi, ti devi dimettere. Però il presidente federale, che sarà Malagò, Abete o un altro, deve affrontare tante situazioni complesse. La Lega di Serie A deve essere un po’ il traino, senza però dimenticare le leghe inferiori e il sistema dei dilettanti: è lì che nascono i futuri campioni. Allo stesso tempo, non possiamo pensare che il peso elettorale dei dilettanti sia superiore a quello della Serie A, è impensabile che sia superiore anche quello dell’Assocalciatori. Così è difficile tenere in piedi il sistema, poi si può parlare di tutto, ma il lavoro da fare è ampio e difficile. Non so quanto tempo servirà, ma è necessario un consenso tra le componenti. Noi come Sassuolo proprio l’anno scorso abbiamo avuto un problema con un ragazzo giovane (Luca Reggiani, ndr), fatto crescere dai 7 ai 16 anni, poi è arrivato il Borussia Dortmund e ce l’ha preso con un indennizzo quasi pari a zero. Questo è un danno, perché devo investire sul settore giovanile? È un problema da risolvere, noi società non sappiamo neanche come affrontarlo. C’è tanto da fare”.
Anche per il ritardo italiano sugli stadi… “Noi abbiamo la fortuna di avere lo stadio, e anche una proprietà italiana. Non sono molte, poi dipende. Ho letto l’intervista di De Laurentiis, con idee che non condivido assolutamente. Parla di campionato a 16, siamo a 20: calma… Poi dice che non possono giocare in A squadre di piccole città: un sogno non lo puoi negare a nessuno”.
Ma scendere a 18 squadre? “Saremmo anche aperti a un ragionamento, che però non sia limitato alla Serie A ma vada a cascata: si può rivedere tutto. Oggi ci sono problemi, sui rinvii o sulla Nazionale, legati al calendario: noi dobbiamo fare di tutto per mandare i nostri calciatori in nazionale e farli anche riposare. Però non deve neanche far sì che queste società importanti vadano a fare amichevoli all’estero, portando qualche soldo in più, e allora il tempo c’è. Ragioniamo per bene”.
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