Tra una coppia di radiocronache mozzafiato e la venerazione per "El Pibe de Oro": una lunga chiacchierata con la voce più amata del giornalismo sportivo italiano
"Ciò che riesce a fare in uno spogliatoio è molto più profondo di un semplice addestramento tecnico", Repice esalta le capacità da sergente di Antonio Conte
“Non esiste al mondo un allenatore in grado di incidere come Antonio Conte"; così recita l'inizio di un post Facebook da te pubblicato a gennaio scorso. Tra i motivi elencati, vi era incluso anche il lato tattico: il recente passaggio al 3-4-3 attuato dal tecnico salentino per far fronte ai molteplici infortuni che hanno colpito il Napoli consolida la tua affermazione? "A me del lato tattico, con molta sincerità, non è che interessi granché. Non lo considero il punto cruciale del lavoro di nessun allenatore, in particolare di Antonio Conte. Dalle parti mie, quando si gioca a Tressette, si cerca di pigliare con un 10, con un 9 o con un 8, ma ci vogliono i 3, i 2 e gli assi per vincere; il che significa che se non hai i calciatori puoi schierare tutti i moduli che vuoi, ma la musica non cambierà. Secondo me, il lavoro di Antonio Conte è importante dal punto visto sia tecnico che tattico, ci mancherebbe altro, ma ciò che riesce a fare Conte in uno spogliatoio è molto più profondo, molto più capillare di un semplice addestramento tecnico oppure tattico. Guardate cos'è successo dopo la partita persa a Bologna...".
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