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calcionapoli1926 interviste Pavoletti: “Napoli? Un’esperienza intensa, ma complicata! Il popolo è straordinario”

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Pavoletti: “Napoli? Un’esperienza intensa, ma complicata! Il popolo è straordinario”

Francesco Giovinazzo
Le parole dell'ex centravanti

Leonardo Pavoletti si racconta senza filtri nella nuova puntata di Giorgia’s Secret, il format ideato e condotto da Giorgia Rossi disponibile su DAZN. L’ex attaccante del Cagliari ripercorre le tappe più significative della sua carriera e della sua vita privata, soffermandosi sui momenti che lo hanno segnato maggiormente, dai primi passi nel calcio fino all’addio al professionismo. Nel corso dell’intervista, registrata al Centro Sportivo di Assemini, Pavoletti parla del legame speciale costruito con la Sardegna e con il popolo rossoblù, una connessione cresciuta nel tempo e diventata sempre più forte. "Cagliari ci ha conquistato. I miei figli sono nati qui. Il primo anno non avevo sentito niente di speciale, ma poi i sardi ti studiano, ti capiscono e ti amano. Il rapporto cambiava, non per i gol ma per il rispetto”.

Sulla sua crescita calcistica

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L’attaccante ripercorre anche il suo percorso calcistico, ricordando l’approdo tardivo in Serie A e le emozioni vissute in quel momento della carriera: “In Serie A sono arrivato tardi ma me la sono goduta. Ricordo l’emozione unica di avere la maglia personalizzata col numero 8, in onore di Zlatan Ibrahimovic”.

Sul Genoa e Gasperini

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Uno spazio importante è dedicato all’esperienza al Genoa e al rapporto con Gian Piero Gasperini, allenatore che considera determinante per la sua crescita professionale. “A Genoa svoltai: c’era Gasperini che è il numero 1. Soprattutto con gli attaccanti. Gasp ha il suo caratterino: ricordo la prima ‘sveglia’ che mi diede con un video tattico tutto contro di me [...], ma servì. Io capii, migliorai, fin quando mi disse alla fine di un allenamento: ‘Pavo, ci siamo’. E da lì in poi iniziai a segnare”.

Parole di grande stima anche per Claudio Ranieri

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Parole di grande stima anche nei confronti di Claudio Ranieri, figura che Pavoletti considera tra le più influenti incontrate nel suo percorso. “Ranieri è un altro grandissimo. Aggiusta le situazioni, mette ordine. Ognuno con Ranieri deve fare il suo lavoro, i ruoli sono chiari e distinti. Ranieri è pazzesco in partita perché ha delle intuizioni pazzesche, a volte inspiegabili”.


Sulla parentesi al Napoli

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Nel racconto non manca la parentesi vissuta a Napoli, un’esperienza che l’attaccante ricorda con sentimenti contrastanti. “A Napoli ho fallito un po’. Stavo perdendo la passione e il fuoco per il calcio. Avevo tanta paura. Ero terrorizzato. Quando ho messo da parte la paura, me la sono goduta. Il popolo napoletano è straordinario. In quei sei mesi trovai uno spogliatoio unico. Più si va su come qualità, più i giocatori sono persone migliori. Ciro Mertens e Pepe Reina li porto nel cuore”.

Su Palestra ed Esposito

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Pavoletti si sofferma poi su alcuni giovani talenti italiani, spendendo parole importanti per Marco Palestra e Sebastiano Esposito. “Marco è fortissimo. Deve capire che sarà una vita a combattere contro se stesso, che ogni giorno deve essere meglio del Palestra di ieri. Può fare una carriera che ancora non immagina. È già pronto per l’Inter. Seba Esposito è un fenomeno. Ha dei colpi da campioncino vero. Deve diventare professionista: mi ha promesso che rimarrà sé stesso, ma migliorerà. Lui e Pio Esposito potrebbero diventare la coppia della Nazionale, hanno un rapporto unico”.

Sulla chiusura dell’avventura da calciatore rossoblù

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Infine, l’ex bomber rossoblù guarda al futuro con emozione e consapevolezza, dopo la conclusione della sua lunga avventura da calciatore. “Cavoli, è finita, devo pensare a cosa fare da grande, finisce un capitolo della vita. Ora voglio fare il padre, poi il resto lo costruirò, cercando di ascoltare dritte da persone più brave ed esperte di me”.