Sulla parentesi al Napoli
—Nel racconto non manca la parentesi vissuta a Napoli, un’esperienza che l’attaccante ricorda con sentimenti contrastanti. “A Napoli ho fallito un po’. Stavo perdendo la passione e il fuoco per il calcio. Avevo tanta paura. Ero terrorizzato. Quando ho messo da parte la paura, me la sono goduta. Il popolo napoletano è straordinario. In quei sei mesi trovai uno spogliatoio unico. Più si va su come qualità, più i giocatori sono persone migliori. Ciro Mertens e Pepe Reina li porto nel cuore”.
Su Palestra ed Esposito
—Pavoletti si sofferma poi su alcuni giovani talenti italiani, spendendo parole importanti per Marco Palestra e Sebastiano Esposito. “Marco è fortissimo. Deve capire che sarà una vita a combattere contro se stesso, che ogni giorno deve essere meglio del Palestra di ieri. Può fare una carriera che ancora non immagina. È già pronto per l’Inter. Seba Esposito è un fenomeno. Ha dei colpi da campioncino vero. Deve diventare professionista: mi ha promesso che rimarrà sé stesso, ma migliorerà. Lui e Pio Esposito potrebbero diventare la coppia della Nazionale, hanno un rapporto unico”.
Sulla chiusura dell’avventura da calciatore rossoblù
—Infine, l’ex bomber rossoblù guarda al futuro con emozione e consapevolezza, dopo la conclusione della sua lunga avventura da calciatore. “Cavoli, è finita, devo pensare a cosa fare da grande, finisce un capitolo della vita. Ora voglio fare il padre, poi il resto lo costruirò, cercando di ascoltare dritte da persone più brave ed esperte di me”.
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