Sul futuro...
“Sapevo che il passaggio dalla Serie A alla Premier League non sarebbe stato facile. Ci vuole sempre un po’ di tempo per adattarsi. Alla fine, però, è stato più difficile di quanto avessi previsto. Ho sempre dato il massimo e ho cercato di rendere al meglio. Non posso incolpare me stesso perché, a prescindere dal fatto che giochi o meno, sono sempre pronto e lavoro ogni giorno per essere la versione migliore di me stesso. Per me, la Premier è chiaramente il migliore campionato in cui abbia giocato finora. Per quanto riguarda l’intensità e il fisico, è qualcosa di completamente diverso dagli altri tornei. Ogni settimana, affrontare squadre con così tanti giocatori di alto livello ti fa fare uno step automatico in alto. Anche se non ho giocato così tanto, sono migliorato in molte cose”.
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