Tra le intuizioni anche Estevez, Chabot, Pobega, Ismajli e Provedel, preso a zero. E poi il rimpianto Leo Sena, fermato da una miocardite post-Covid: “Italiano lo avrebbe portato a Firenze”.
Lecce, la scalata e il sogno Choupo-Moting
—Prima dello Spezia, la lunga parentesi a Lecce (2016-2020): “Uno dei posti migliori dove ho lavorato. Con Sticchi Damiani abbiamo fatto una scalata pazzesca dalla C alla A”. Colpi a parametro zero come Mancosu, Falco, Petriccione e Gallo, più plusvalenze importanti come La Mantia.
Il retroscena più clamoroso? Il tentativo per Choupo-Moting dal PSG: “Chiamai Leonardo per un prestito. Andai a Parigi, quella sera si fece male Cavani ed entrò lui, facendo doppietta. Capii che era come scalare l’Everest in ciabatte”.
Napoli, l’anno più difficile e il rimpianto Sesko
—Il capitolo più prestigioso resta il Napoli 2023/24, arrivato però nel momento più delicato, dopo lo scudetto: “Era una situazione complicata, difficile impormi come ero abituato. Ma ringrazio De Laurentiis: ho fatto la Champions, ho pranzato con Florentino Perez prima di Real Madrid-Napoli. Esperienze indimenticabili”.
Anche qui non mancano i rimpianti: “Mi ero prefissato di prendere Sesko per l’attacco. Con Mazzarri volevamo Theate, ma non ci siamo riusciti. È mancata continuità tecnica”. Su Natan: “Era un’intuizione di Micheli, l’ho sottoscritta a 360 gradi. Ha grandi potenzialità, ma aveva bisogno di tempo”.
Dopo l’addio al Napoli, la ripartenza da Perugia e ora l’attesa del progetto giusto: “Per me è fondamentale il metodo di lavoro. Quando sono fermo mi aggiorno, guardo partite, parlo con allenatori e scout. Questo è il mio mondo”.
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