L’intuizione Italiano e i talenti lanciati allo Spezia
—In Liguria Meluso lavora con Vincenzo Italiano, allora emergente. Dopo un pesante ko contro il Sassuolo di De Zerbi, fu lui a infondergli fiducia: “Gli dissi che avevamo fatto una grande partita. Aveva principi forti, voleva dominare sempre. Nel calcio bisogna avere coraggio, altrimenti finisci al tappeto”.
Di quell’esperienza restano anche tanti aneddoti di mercato. Agudelo, Verde – che “mi ricordava Salah” e fu sondato dalla Juventus per sostituire Chiesa – e un giovane Piccoli, richiesto da Paratici a gennaio: “La Juve lo voleva ma non glielo diedi. Italiano all’inizio diventava matto, poi lo forgiò e fece un grande ritorno”.
Tra le intuizioni anche Estevez, Chabot, Pobega, Ismajli e Provedel, preso a zero. E poi il rimpianto Leo Sena, fermato da una miocardite post-Covid: “Italiano lo avrebbe portato a Firenze”.
Lecce, la scalata e il sogno Choupo-Moting
—Prima dello Spezia, la lunga parentesi a Lecce (2016-2020): “Uno dei posti migliori dove ho lavorato. Con Sticchi Damiani abbiamo fatto una scalata pazzesca dalla C alla A”. Colpi a parametro zero come Mancosu, Falco, Petriccione e Gallo, più plusvalenze importanti come La Mantia.
Il retroscena più clamoroso? Il tentativo per Choupo-Moting dal PSG: “Chiamai Leonardo per un prestito. Andai a Parigi, quella sera si fece male Cavani ed entrò lui, facendo doppietta. Capii che era come scalare l’Everest in ciabatte”.
Napoli, l’anno più difficile e il rimpianto Sesko
—Il capitolo più prestigioso resta il Napoli 2023/24, arrivato però nel momento più delicato, dopo lo scudetto: “Era una situazione complicata, difficile impormi come ero abituato. Ma ringrazio De Laurentiis: ho fatto la Champions, ho pranzato con Florentino Perez prima di Real Madrid-Napoli. Esperienze indimenticabili”.
Anche qui non mancano i rimpianti: “Mi ero prefissato di prendere Sesko per l’attacco. Con Mazzarri volevamo Theate, ma non ci siamo riusciti. È mancata continuità tecnica”. Su Natan: “Era un’intuizione di Micheli, l’ho sottoscritta a 360 gradi. Ha grandi potenzialità, ma aveva bisogno di tempo”.
Dopo l’addio al Napoli, la ripartenza da Perugia e ora l’attesa del progetto giusto: “Per me è fondamentale il metodo di lavoro. Quando sono fermo mi aggiorno, guardo partite, parlo con allenatori e scout. Questo è il mio mondo”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA



/www.calcionapoli1926.it/assets/uploads/202602/b985f7c628b532db6dd1bd211999c28e-scaled.jpg)