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Inter, Marotta sullo Scudetto: “Sono prudente ma ottimista. Non facciamo calcoli”

Alex Iozzi
Il numero uno nerazzurro non intende parlare di tricolore fin quando non ne avrà la certezza aritmetica: l'intervista completa a Sky

Giuseppe (detto "Beppe") Marotta, presidente, nonché amministratore delegato, dell'Inter, si è concesso per un'intervista ai microfoni di Sky Sport a pochi minuti dal fischio d'inizio della sfida odierna con il Cagliari, valevole per la 33ª giornata del campionato 2025/26 di Serie A).

"Sono molto prudente, ma anche molto ottimista. Ci sono ancora 18 punti a disposizione", le parole di Marotta a Sky nel pre-partita di Inter-Cagliari

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Di seguito, le dichiarazioni rilasciate da Marotta e riportate in forma scritta dalla nostra redazione:

Il discorso Scudetto è ormai chiuso?

"Sono molto prudente, anche se molto ottimista: mi sento come se fossimo all'ultimo kilometro di una corsa a tappe. Ancora ci sono 18 punti a disposizione, non facciamo calcoli e dobbiamo ripetere prestazioni come quella di Como. Massimo rispetto per l'avversario, ma massima consapevolezza dei nostri mezzi".

Vi piace Palestra?

"Si parla tanto di crisi di talenti: siamo in un momento in cui la Nazionale non esprime valori significativi importanti. È spuntato Palestra che, a mio giudizio, è un talento che ha davanti a sé un grande futuro. Deve continuare così: sono orgoglioso come dirigente nazionale e tifoso della Nazionale. Tuttavia, essendo dell'Atalanta, è giusto che l'Atalanta se lo tenga stretto".

Quale filosofia adotterà l'Inter per continuare a vincere?

"Dobbiamo adattare le due strade: con i soli giovani talenti, non si vincono le competizioni. Devi mixarli con l'esperienza e noi dobbiamo essere bravi nel proseguire il concetto di sostenibilità al fine di perseguire un obiettivo: vincere. Da ultimo, dobbiamo creare uno zoccolo duro di giocatori italiani".


Chivu e il rinnovo: è una cosa che farete a fine stagione?

"Chivu ha un contratto che scade tra un anno. Oggi l'aspetto contrattuale è un aspetto formale. Col suo modo di lavorare, ha dimostrato di essere un allenatore all'altezza dell'Inter e, soprattutto, di essere uno dei migliori giovani allenatori in circolazione nello scenario europeo".