Le parole del Presidente dell'Inter
Beppe Marotta, presidente dell'Inter, è intervenuto dal palco dell'evento "Il Foglio a San Siro". Di seguito le sue dichiarazioni, riportate da TuttoMercatoWeb.
Marotta: "Il ko in Bosnia è il pretesto per riflettere sul calcio italiano"
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Sulla candidatura di Malagò: "C'è stata la convergenza di 19 club su 20, in maniera molto spontanea. Al di là di questo, il calcio vive un momento difficile: non c'è solo la mancata qualificazione ai Mondiali, il malessere del calcio c'è da tantissimi anni. Dobbiamo fare un distinguo tra la Nazionale e il comparto industriale della Serie A e del professionismo in generale. Oggi la maggioranza dei club ha proprietà straniere, basti pensare a Milano, e meno male che ci sono. La sconfitta di Zenica è solo il pretesto per dire: fermiamoci e riflettiamo. Malagò è un candidato di grande esperienza, è un profilo il cui programma sarà condiviso con le altre componenti ovviamente."
Sul rapporto con le proprietà straniere e il tema stadi:"Diciamo che il grandissimo problema che affrontiamo è quello delle strutture, penso agli stadi ma anche a quelle del settore giovanile, dove possiamo rispondere anche alla nostra missione sociale di costruire talenti."
Sul ruolo della politica:"La crisi, di fatto, si è aperta dopo il Mondiale del 2006: non è generata dalla politica, da questo o quel governo. Però ci sono difficoltà oggettive e la politica deve accompagnarci: la situazione è difficile e spesso va sopra la nostra testa. Noi possiamo garantire competenza e professionalità, ma a livello legislativo non possiamo intervenire: la legge 91/81 è vecchia, la legge Melandri è stata ritoccata ma non è cambiato il sistema. Oggi siamo in una situazione di emergenza, da un lato la Nazionale e il settore giovanile, dall'altro un mondo di impresa come la Serie A."