Sul rapporto con le proprietà straniere e il tema stadi:"Diciamo che il grandissimo problema che affrontiamo è quello delle strutture, penso agli stadi ma anche a quelle del settore giovanile, dove possiamo rispondere anche alla nostra missione sociale di costruire talenti."
Sul ruolo della politica:"La crisi, di fatto, si è aperta dopo il Mondiale del 2006: non è generata dalla politica, da questo o quel governo. Però ci sono difficoltà oggettive e la politica deve accompagnarci: la situazione è difficile e spesso va sopra la nostra testa. Noi possiamo garantire competenza e professionalità, ma a livello legislativo non possiamo intervenire: la legge 91/81 è vecchia, la legge Melandri è stata ritoccata ma non è cambiato il sistema. Oggi siamo in una situazione di emergenza, da un lato la Nazionale e il settore giovanile, dall'altro un mondo di impresa come la Serie A."
Cosa chiede la Serie A: "Che ci sia un sostegno legislativo per uscire dalla crisi. Non siamo alla ricerca di finanziamenti. Da soli non ce la facciamo, bisogna aiutare gli investimenti in strutture e settori giovanili: penso a defiscalizzazioni. C'è una crisi nel dilettantismo, sono situazioni da supportare: il ministro le conosce benissimo."
Su Chivu e l'Inter:"Arrivare in finale di due competizioni è un grandissimo risultato. Poi è chiaro che la finale di Monaco sia stata amara. Quanto a Chivu, siamo contenti della scelta, che evidentemente ha pagato. Credo sia uno dei migliori allenatori emergenti della Serie A."
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