Ci racconta il progetto Forte Virtus?
"L'occasione si era presentata in precedenza, poi l'abbiamo accolta a febbraio con piacere e soddisfazione. La missione della squadra di Setti è quella di scovare prospetti per presente e futuro: non essendoci limiti agli extracomunitari, tra i tanti giovani, può capitare anche qualche gemma. Sapevamo il tipo di progetto, con annesso tasso tecnico e ambizioni; dall'altra parte, però, c'erano anche giocatori importanti come Marsura e non solo che cercavano un 'riscatto' e un rilancio. Una sorte di ripartenza".
Necessaria, quando si è ai box...
"Quando un giocatore è fermo, se non trova una situazione diversa, allora club e squadre spesso li scartano a prescindere. Però Mario è sempre stato sul pezzo: si è sempre allenato, con squadre di Lisbona vicine a lui. Sin dai primi di marzo, infatti, appena arrivato, ha giocato. Ne ha fatte 7, una da subentrato e le altre da titolare. Ne mancano 3 alla fine del percorso".
E il futuro?
"Il contratto ha un rinnovo automatico nel caso di promozione in Seconda Divisione, cosa che potrebbe accadere, ma c'è anche un'opzione per noi di decidere se restare o se andare in un altro campionato estero senza problemi. È una richiesta fatta all'inizio e la proprietà l'ha subito accettata. Luca Pagani e Setti sono stati disponibilissimi: hanno supportato Mario in ogni momento, mettendogli a disposizione una squadra che ha preso per mano in questi mesi, ha guidato e ha aiutato a crescere. Grazie a questa esperienza, ha capito di poter giocare ancora ad alti livelli: sono tutti 18/19enni, si corre tantissimo e reggeva fisicamente senza problemi a questo impatto non facile da supportare e sopportare. È stata un'esperienza positiva".
Dove lo vede adesso?
"Vorrebbe una possibilità nel Golfo, che sia negli Emirati o in Arabia, per confrontarsi con giocatori del suo status e livello. Vedremo se accadrà, altrimenti non ci sono problematiche nel tornare in Europa in grandi campionati: è alla Forte Virtus che ha capito di essere atleticamente, oltre che tecnicamente, pronto per sfide di livello. Per questo, sia io che Mario ringraziamo ancora una volta Setti e il direttore Pagani. Purtroppo in queste ultime tre gare, per motivi familiari, inderogabili, è dovuto tornare con molto dispiacere in Portogallo, ma questa realtà è stata un grande trampolino per una carriera dove ha ancora molto da dare".
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