Su chi sostiene che da presidente del CONI non ha aiutato abbastanza il calcio
—"So che il mondo del calcio diceva questo, ma non c’è mai stata la volontà di creare svantaggi o penalizzazioni. Ho sostenuto la crescita di tante discipline di cui oggi noi siamo molto orgogliosi. Dal dopoguerra a due decenni fa, l’Italia è stato un Paese calcio-centrico. C’erano situazioni spot: Tomba, la Ferrari in un anno particolare, Federica Pellegrini che vince il primo oro. Oggi la gente è ancora tifosa, ma si avvicina anche ad altro, il tennis, le Olimpiadi, le Paralimpiadi. Ma tesserati, società e tifosi non sono diminuiti. Gli spettatori anzi sono aumentati in controtendenza con i risultati della Nazionale e delle squadre di club".
Sul perché facciamo fatica a produrre grandi talenti
—"Mi ha scioccato leggere che un giocatore su quattro del Mondiale non giochi per la nazionale in cui è nato: in Italia non sarebbe possibile. Non parlo dello ius soli perché è una questione politica, ma sostengo lo ius soli sportivo. Oggi poi se un club compra un giocatore italiano, in Italia, paga il 22% di Iva, se lo prende all’estero no. È normale?".
Sulla possibilità che Mancini diventi CT della Nazionale
—"Non ho parlato con Roberto e veti non ci sono per nessuno".
Se si può tracciare un ritratto del suo CT ideale
—"Condizione imprescindibile è vedere subito l’entusiasmo, la convinzione di sposare un’idea. Non deve farlo solo per soldi. Sicuramente la componente economica esiste, ma se una persona comincia a mettere troppi paletti sugli orari o sulle disponibilità, può essere la più brava del mondo ma non mi interessa. Ho bisogno di qualcuno convinto almeno per i prossimi due anni. Straniero? Mai dire mai".
Se come orizzonte si dà il prossimo Mondiale o l’Europeo del 2028
—"Tra due anni ci saranno nuove elezioni, l’orizzonte è l’Europeo. Sono una persona seria, non posso firmare un contratto a lungo termine senza sapere chi ci sarà in futuro".
Su chi vorrebbe come direttore tecnico
—"Vorrei un ex calciatore ma non ho parlato con nessuno di ruoli specifici. Mi sento con Maldini, ho incontrato Del Piero, ho abbracciato Baggio e ho sentito Buffon, ma nulla è deciso".
Su Vox populi che vuole che il personaggio Luca Covelli di “Vacanze di Natale 1983”, quello che dice di eccellere in ogni sport, è ispirato a lui.
—"Per una vita sono stato il primo a riderci sopra: ero talmente amico di Carlo Vanzina, come di Enrico, che per trent’anni abbiamo festeggiato insieme i nostri compleanni il 13
marzo. Ma questa è fantascienza".
Pensa di essere un punto di riferimento per i calciatori
—"Certo. I calciatori forse si sono messi in condizione di essere visti come diversi. Qualche riflessione critica sulla categoria è corretto farla, ma l’opinione pubblica è meno disposta a essere affettuosa nei confronti del mondo del calcio".
Se l’ha colpito l’assenza di sei delegati dell’Assocalciatori all’elezione?
—"Erano tutti rappresentanti del calcio professionistico che non sono riusciti a tornare dalle vacanze. «Fa riflettere. Ma non bisogna fare processi: se uno se n’è andato in America con la famiglia è un conto. Se stai in vacanza a Capri è diverso. Ma certe dinamiche culturali si possono curare".
Sul dover ricucire il rapporto con il ministro Abodi
—"È stato la seconda persona che mi ha chiamato, lo vedrò in settimana. Che non fosse felice della mia candidatura si è visto già nelle moltissime dichiarazioni sulla volontà di commissariare, anche quando non c’era la possibilità politica o giuridica. Ma voglio mettere tutto alle spalle".
Su com'è stata la sua ultima serata prima del voto
—"Per dormire, ho preso un induttore del sonno: ero preoccupato per il mio cane Apollo che non sta bene. Prima sono stato a quattro cene: della serie B, degli allenatori, dei calciatori e della serie A. Ai presidenti ho detto: spero non mi abbiate fatto venire per pagare il conto".
Quando lascerà la Federcalcio, Malagò sarà felice se…
—"Se avremo una Federazione che, come l’Aniene, il Coni o Milano Cortina, sia considerata un modello invidiato nel mondo, molto competitiva, rispettata e che rende gli italiani orgogliosi".
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