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interviste
Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha parlato del caso infiltrazioni mafiose all'interno del calcio
Giovanni Malagò, presidente uscente del CONI e candidato principale alla presidenza FIGC, ha parlato al podcast “Sette Vite”.
“La Figc è una sfida che mi affascina. Dalla Serie A sono venuti a chiedermi la disponibilità. Ho detto che, quando ci sarebbe stato questo prerequisito formale, avrei iniziato a fare dei ragionamenti: poi uno va a parlare con le altre componenti e capire cosa ne pensano, per poi fare le proprie valutazioni. Certo, l’ho già detto e lo ripeto: è abbastanza impressionante che un mondo famoso per la sua litigiosità e la sua esuberanza, nel giro di sei giorni abbia indicato, con 19 società su 20, un soggetto terzo, pur molto conoscitore della materia ma sicuramente esterno, affinché dia loro una mano.
È un unicum, per decenni hanno fatto fatica ad arrivare a una maggioranza semplice. È questo che fa particolarmente riflettere, senza questo prerequisito così ampio avrei già declinato. Nelle cose complicate, bisogna anche essere pragmatici e realistici: se hai una certa dinamica di consenso, non dico che tutto si risolve, ma che sia più facile trovare risposte a problematiche, sennò ti ritrovi a combattere con i problemi e anche con qualcun altro. Perché? Forse perché sono credibile e molto affidabile. Anche chi non mi ama lo sa”.
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