Le parole dell’ex esterno della Nazionale tedesca
L’analisi di Philippe Lahm, affidata a un editoriale sul The Guardian, torna ad accendere il dibattito sul momento del calcio italiano. L’ex esterno della Germania ha offerto una riflessione piuttosto critica, evidenziando come il modello italiano non sia più un punto di riferimento come in passato. Secondo Lahm, l’evoluzione del calcio europeo avrebbe spostato gli equilibri verso altre scuole, con quella spagnola oggi considerata il nuovo riferimento. Nonostante l’Italia continui a sfornare allenatori di livello internazionale, anche dopo figure come Carlo Ancelotti, i risultati dei club non sembrano più all’altezza delle aspettative.
Lahm: "Italia senza Mondiali, non è un caso"
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Nel suo intervento, l’ex campione tedesco aveva già evidenziato alcune carenze strutturali del movimento: “La scuola spagnola ha soppiantato quella italiana come modello di eccellenza. L’Italia continua a produrre allenatori per il mercato internazionale, anche dopo Carlo Ancelotti. Ma le squadre non vincono più. Un anno fa scrissi nella mia rubrica che al calcio italiano mancano intensità, impegno, dinamismo, atletismo e iniziativa, ed è per questo che non ha più giocatori di livello mondiale. In risposta, la Süddeutsche Zeitung, un giornale della mia città natale, Monaco, mi accusò di ripetere ‘cliché'”. A sostegno della sua tesi, Lahm richiama anche i risultati delle competizioni europee e della Nazionale italiana: “Eppure, quest’anno ai quarti di finale di Champions League non ci sono squadre italiane; per un pelo siamo andati persino vicini ad avere un ottavo di finale senza di loro per la prima volta, se l’Atalanta non avesse eliminato il Borussia Dortmund all’ultimo secondo. E la nazionale non è riuscita a qualificarsi per i Mondiali per la terza volta consecutiva. Quattro anni fa la Macedonia del Nord si è dimostrata troppo forte; questa volta è stata la Bosnia”.