L’algerino ha poi ricordato anche il periodo degli infortuni, sottolineandone l’impatto umano: “L’infortunio mi ha reso una persona migliore, mi ha dato tanto a livello umano. I miei genitori mi hanno insegnato tantissime cose, però quel periodo mi ha fatto vedere tutto in maniera un po’ differente dal punto di vista del calciatore. Mi sono avvicinato di più ai tifosi, alle persone bisognose, che hanno trovato più difficoltà nella vita. Per me è stata un’esperienza formativa che mi ha reso l’uomo che sono oggi. A livello sportivo è una cosa brutta, sicuramente, ma mi ha migliorato, nonostante tutto”.
Sul futuro del calcio italiano e Ancelotti
—Infine, un pensiero sul CT del Brasile Carlo Ancelotti: “Io credo che l’uomo debba essere al centro di tutto e come persona mister Ancelotti è il numero uno. È eccezionale, sorride sempre, parla con i giocatori, ti spiega tutto, ti dà una mano nei momenti di difficoltà… è un allenatore veramente importante. Viene da epoche differenti ed è riuscito sempre a reinventarsi, riuscendo a vincere nel tempo e questa è una cosa difficilissima. Studia tanto, anche insieme al figlio, ha uno staff preparatissimo e non è un caso che abbia raggiunto obiettivi importanti”.
Il futuro del calcio italiano e i progetti personali di Ghoulam
Sulla Nazionale italiana e la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali, Ghoulam ha espresso rammarico ma anche un’analisi critica: “Sono molto legato all’Italia e mi dispiace tantissimo per l’assenza al prossimo Mondiale, anche per Rino Gattuso che è un’altra persona eccezionale, oltre che un grande allenatore, preparato e forte. I giocatori hanno dato tutto, ma il calcio italiano sta pagando qualcosa di più grande. Ci sono diversi problemi di base, come le strutture, il sistema del calcio giovanile e le carenze formative. In Francia, ad esempio, c’è stata una pianificazione che in Italia manca in questo momento. La Nazionale francese oggi è così forte perché ha lavorato tanto negli ultimi vent’anni. Forse l’Italia dovrebbe mettere da parte il passato e concentrarsi sul presente e sul futuro”.
Infine, uno sguardo al suo futuro professionale: “In questo momento sto studiando per imparare, perché ho tante cose da scoprire e sto ampliando i miei orizzonti. Sto facendo un percorso per capire il calcio oltre il campo, analizzando come può cambiare in futuro. Lavorare a Sky come opinionista, ad esempio, mi sta aiutando ad analizzare il calcio a 360 gradi. Sono molto orgoglioso della strada intrapresa, che mi dà la possibilità di apprendere cose nuove dentro e fuori dal terreno di gioco”.
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