Sulle critiche a Conte:
"Due anni fa dov'era il Napoli? Era al 10° posto, in un campionato tremendo, con tre tecnici divorati. E si era vinto lo Scudetto un anno prima. Nessuno avrebbe creduto che il Napoli potesse vincere il tricolore e raggiungere il 2° posto dopo quella stagione. Gli azzurri hanno speso tanti soldi la scorsa estate: non hanno fatto un mercato sottotono, ma dei giocatori hanno fallito oppure sono stati poco all'altezza. Il Napoli non ha fondi stranieri alle spalle, ma è quasi condannato a restare lì ai vertici della classifica per la Champions League. Bisogna sciogliere questa diatriba tra gli esteti del calcio e i 'risultatisti': la bellezza del calcio non è solo fare passaggi meravigliosi e provare ad andare in porta. Il Como non ha mai battuto il Napoli, ha incocciato contro l'Inter due volte... È certamente da applaudire, perché è vicino alla qualificazione europea, ma non è una squadra di poveracci: ha un progetto chiaro e c'è dietro chi può comprare altre squadre di Serie A. Io sono per giocare un calcio nelle corde di uno dei migliori allenatori in circolazione: Conte non entusiasma, ma è secondo; Allegri non entusiasma, ma è terzo. Il Napoli, senza la qualificazione obbligata in Champions League, torna indietro di 20 anni".
Sull'incontro tra De Laurentiis e Conte:
"È un incontro pratico: uno chiederà garanzie, l'altro dirà di aver speso 250 milioni in estate. I discorsi tra i due possono durare anche cinque minuti. Conte sa che non potrà chiedere la luna, mentre De Laurentiis continuerà a lavorare come ha sempre operato il Napoli, ossia con le plusvalenze".
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