Le parole del commissario tecnico della nazionale maschile di pallavolo
Allegri abbassa i toni, ma contro l'Inter il Napoli deve dimostrare di che pasta è fatto - VIDEO
Fefé De Giorgi, all'anagrafe Ferdinando, ha parlato a Il Mattino, a pochi giorni dal debutto della Nazionale italiana di pallavolo impegnata all'Europeo che si terrà a Napoli. Il commissario tecnico ha parlato anche di Antonio Conte, suo amico, raccontando del suo invito a seguire l'esordio dell'Italvolley. A seguire le sue parole,
talvolley, De Giorgi: "Ho invitato Conte a vedere l'esordio all'Europeo nella sua Napoli"
De Giorgi, da queste parti i salentini come lei hanno avuto tanta fortuna.«Vero. Ho seguito Antonio Conte in questi anni, non abitiamo molto lontano ed è successo di incontrarci a Lecce e dintorni. Ho anche assistito a qualche suo allenamento quando era alla Juventus e all'Inter e devo ammettere che ci somigliamo molto: è esigente con la sua squadra esattamente come lo è con se stesso. Proprio vieni da me. Di lui mi colpisce l'intensità che mette in tutto quello che fa. L'ho anche invitato a venire a vedere l'esordio della Nazionale nella sua Napoli».
Che si prova a giocare su un campo all'aperto ea Piazza Plebiscito?«Sarà un privilegio e un orgoglio vivere quella serata. Emozioni che poi ci porteremo dietro per tutto il nostro viaggio europeo. C'è l'incognita delle condizioni climatiche ma abbiamo un paio di giorni di allenamenti per capire anche se ci sono altre cose da tenere in conto. Unico aspetto che può pesare è il vento. Ma il desiderio è quello della scoperta e c'è l'eccitazione di sapere che non c'è più un posto libero disponibile in questa arena unica al mondo».
Colpisce. Anche perché il Napoli non ha un club di serie A.«Ma la tradizione c'è, in tutta la Campania. Tanta. Ovvio, mancando la squadra leader che traina il movimento, sembra che ci sia poco legame. Mi ricordo da piccolo le gare a San Giuseppe Vesuviano, ad Aversa. Le sfide contro la ComCavi: erano i tempi in cui io giocavo in A2 con lo Squinzano e poi con l'Ugento. Tornare a Napoli significa anche fare i conti con i ricordi di quando ero ragazzino. C'è anche mio fratello Michele che a Napoli ha giocato per un po' di anni».
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