"Il Napoli gioca male!"
—Io sono fortemente preoccupato di una cosa vera: che il Napoli gioca male. E per giocar male ho chiarito che non è un fatto estetico. Il Napoli non produce palle gol, non tira in porta, ma non tira in porta in maniera velleitaria, in maniera concreta, seria, che produca palle gol. Perché se il Lecce e il Verona strappano punti alla Juve, a Torino, e pure il Sassuolo, e Falcone e Montipò sono i migliori in campo e si mangiano 10 gol e prendono pali e traverse, è certo che la Juve è colpevole che non le ha vinte quelle partite, ma viva Dio, ha fatto 10 palle gol col Lecce, 10 palle gol col Verona. Poi una squadra che, non avendo il centravanti e non c'era ancora, ha dei limiti strutturali in attacco, si è incartata. Ma vedere il Napoli che a Parma non fa un tiro in porta, a Verona non fa un tiro in porta, col Como non fa un tiro in porta, con la Lazio non fa un tiro in porta, col Bologna, a parte la fiammata che ha portato al pareggio di Olivera, l'unica vera bella azione, perché il primo gol è fortuito, è un rimpallo sbagliato su una palla persa da Højlund che finisce a Di Lorenzo... Il Napoli ha fatto un colpo di testa con McTominay da calcio d'angolo. Punto. Io che faccio? L'opinionista libero. Io sono un cane sciolto da sempre e ringrazio il Napoli che non mi ha mai fatto una chiamata per dirmi “la devi smettere di criticare”. Ecco, questo è l'unico ringraziamento che mi sento di fare all'ufficio stampa e alla dirigenza del Napoli, che quando facemmo il contratto di partnership, ricordo ancora le parole di un grande dirigente del Napoli, importante, seduto di fianco a De Laurentiis, che disse: “Noi vogliamo le sue critiche e le accettiamo, perché lei non è mai preconcetto. Non vogliamo che lei sia il megafono del Napoli, perché non avrebbe senso. Non ci ascolterebbe più nessuno. Nessuno avrebbe voglia di sentirci, perché saremmo la cinghia di trasmissione del Napoli”. E loro non volevano una radio cinghia di trasmissione. Se la facevano da soli e si facevano la radio ufficiale del Napoli, avevano le potenzialità. Il Napoli in qualsiasi momento si può fare la propria radio. In qualsiasi momento, figurati se mancano i soldi e la disponibilità a De Laurentiis di potersi fare la radio. Nessuno mi ha mai fermato. Qualche volta mi hanno chiamato per chiedere conto di alcune mie affermazioni. Volevano dei chiarimenti, li ho dati, è finita lì. Cioè, sarò libero di pensare che a me, come gioca questo Napoli, mi preoccupa assai. Sarò libero di pensare che la campagna acquisti ispirata da Conte sia stata un fallimento. Sarò libero di pensare che noi in Champions non potevamo mai fare trentesimi, perfino dietro al Pafos, con un girone in cui c'erano Qarabag, Eintracht Francoforte, Copenhagen, PSV Eindhoven, che non è entrata nelle prime 24 e ci ha dato pure sei palloni. Sarò libero di pensare che 15 punti dall'Inter siano troppi, perché il Napoli era la cofavorita di questo campionato. Capisco che è successo di tutto, capisco che non si possono vincere scudetti di seguito, capisco tutto. Non abbiamo nessun obbligo di vittoria, ma di essere competitivi. Ma che fare secondi con 70 punti, che massimo possono essere 76, lascia parecchio l'amaro in bocca, soprattutto perché abbiamo visto un brutto, brutto, brutto Napoli, che ha preso un sacco di gol, 53 gol, e ne ha segnati solo 69 in stagione, di cui 54 in campionato. Sfondiamo il muro dei 60 gol, che è il minimo sindacale, eppure abbiamo speso 400 milioni in 2 anni, ne abbiamo incassati 200. Sì. E queste cose perché non devo dirle? Pur stimando Conte, pur dicendo che Conte rimanga, perché è una garanzia. Con Conte sei competitivo e io voglio vincere, sarò juventinizzato e m'ha preso il virus, non fa niente, ma io voglio vincere. Però c'è un limite di decenza nelle cose. In questo momento, per me, il Napoli è indecente. Mo lo chiamate astio, ve lo lascio. Questo pensiero per me è solo vedere che il re è nudo e dirlo ad alta voce".
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