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BARCELONA, SPAIN - JUNE 13: Argentina player Diego Maradona (c) takes on the Belguim defence during the 1982 FIFA World Cup match between Argentina and Belguim at the Nou Camp stadium on June 13, 1982 in Barcelona, Spain. (Photo by Steve Powell/Allsport/Getty Images)
Quando il Mondiale è in corso non si può non pensare almeno una volta a Maradona. Dalla vittoria da assoluto protagonista nell'86 allo scandalo in USA '94, El Pibe de Oro ha scritto pagine importanti della Coppa del Mondo. Chiariello nel corso del suo programma 'Punto Chiaro' in onda su Radio CRC ha parlato di Maradona e del suo miracolo da vero e proprio Dio nell'esperienza a Napoli. Di seguito quanto affermato
"Maradona viene a giocare con Celestini, Bruscolotti, grande capitano e simbolo della classe operaia del calcio, con Moreno Ferrario, Renica, Garella — che tecnicamente non era bello da vedere tra i pali, ma era straordinariamente efficace — con Ciro Muro e Puzone. Ma voi ve lo immaginate Messi che gioca con Puzone? Maradona viene a Napoli da reietto del calcio, perché le grandi società non lo volevano più, bollato come indesiderato. Arriva a 23 anni e qui vince uno Scudetto, una Coppa Italia con il record di imbattibilità, una Coppa UEFA, un altro Scudetto e una Supercoppa. Da noi, i vinti, quelli che non avevano mai vinto niente e che si fregiavano nella bacheca della Coppa delle Alpi e della Coppa Anglo-Italiana, oltre a un paio di Coppe Italia. Li vedete voi Di Stefano, Pelé, Cruijff o Messi vincere a Napoli in quelle condizioni? No. Maradona sì. Ecco perché lui è il più grande di tutti: perché entra nel mondo dei vinti e li fa diventare vincitori. Questo lo può fare solo chi non appartiene semplicemente alla terra, ma al mito e all’epos".
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