Sulla scelta del belga di non operarsi
—"Non si è operato, ha scelto la terapia conservativa, non ha ritrovato la forma, il posto in squadra, è entrato col Como, ha sbagliato il rigore che ha aiutato a condannare il Napoli all'uscita dalla Coppa Italia. Insomma per lui un momento della sua vita difficilissimo, anche perché nel frattempo aveva perso il padre al quale era legatissimo. Il gol del 96 con la complicità di Montipò lo ha fatto scoppiare in lacrime, ha commosso tutti i napoletani".
Sul trionfo di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo
—"Ma non è finita lì, perché quella stessa sera sul palco dell'Ariston un napoletano finiva in ginocchio piangendo a mani giunte per chi aveva vinto Sanremo, Sal Da Vinci. Lukaku alla prima dichiarazione post partita ha detto: 'Napoli mi ha ridato la vita - io ero morto, sportivamente parlando ovviamente - devo tutto a Napoli'. Sal Da Vinci ha preso il microfono e ha detto: 'Dedico questa vittoria a Napoli'. Napoli entra nell'anima, c'è poco da fare. Dopo poco arriva l'annuncio che il prossimo presentatore di Sanremo sarà Stefano De Martino, torrese, napoletanissimo. Lui sì che fa parte di una congrega, la De Filippi League, altro che Marotta League! Perché esiste la De Filippi League, quella l'accetto. Il fatto sta che Napoli sugli scogli, immagino che i vannaccini di turno si stiano mangiando una bella dose di limone e abbiano il fegato spappolato, problema loro".
Sull'atteggiamento degli azzurri al Bentegodi
—"Noi però non possiamo ora mascherare tutto con le lacrime napoletane, dobbiamo focalizzare dei numeri molto importanti. -1, +4, -4 o 5, è tutto da capire, spiego perché. 11 sono le partite da disputare da qui a fine stagione, la retorica delle 11 finali famose, se poi sono finali come quella di Verona. Male mi sento, perché tutto è stato tranne che un atteggiamento da finale. Napoli molle, sfilacciato, lento, con la testa all'indietro più che in avanti e poi il solito schema del Napoli, se tale lo vogliamo chiamare, pallata sua e l'uno fai tu".
Sull'Inter che si appresta a vincere lo Scudetto
—"Onestamente troppo troppo poco, anzi troppo troppo male, 11 partite alla fine, -4 dal Milan, ma il Milan deve fare domenica prossima l'8 marzo il derby con l'Inter dove probabilmente si certificherà quello che è già noto, che l'Inter vince lo scudetto, che a me era noto da tempo. A qualcun altro c'è voluto del tempo per capirlo, ma a me era noto da tempo e quando l'ho detto sono passato per anti-Napoli, vabbè pazienza. Quando uno dice la verità si becca pure gli improperi".
Sul perché la prestazione contro gli scaligeri ha ricordato quella di Copenaghen
—"Vorrei ricordare che l'Inter, che tutti pronosticavano chissà perché dovesse crollare per forza, nelle ultime 15 partite di campionato ha fatto 14 vittorie, avete capito bene, 14 su 15. Sapete quella che non ha vinto qual è? È proprio con il Napoli, dove il Napoli ha giocato meglio dell'Inter al San Siro, perché il Napoli quando gioca da grande squadra è una grande squadra, poi partite come quella di Verona dove veramente non ci sono giustificazioni, sembrava Copenaghen bis, la vendetta, anzi un punto peggio perché il Verona è veramente una squadra scarsa, la più scarsa della Serie A e aveva tanti assenti pure".
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