calcionapoli1926 editoriali Che fastidio (dà il Napoli)! Ma ha la forza di scrivere il suo futuro: la squadra ha un segreto

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Che fastidio (dà il Napoli)! Ma ha la forza di scrivere il suo futuro: la squadra ha un segreto

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Ora è tutto nelle mani di Conte e dei calciatori: la Champions è l’obiettivo minimo per continuare a scrivere la storia
Giovanni Frezzetti
Giovanni Frezzetti Editorialista 

La delusione sembrava dietro l’angolo, in agguato: ma quando meno te l’aspetti torna Big Rom e il Napoli porta a casa tre punti pesantissimi. La gara sembrava andare verso il pareggio col Verona, ma la giocata del campione al 96’ cambia la storia della partita e del prossimo futuro azzurro. Da una possibile crisi di risultati si passa a una vittoria importantissima in chiave Champions, che ridà ossigeno e ricaccia indietro il Como, vittorioso col Lecce, e Roma e Juve impegnate nello scontro diretto questa sera. Resta però la crisi di gioco: ancora una volta gli azzurri non riescono a gestire il risultato e tantomeno a chiudere la gara. Nel finale il Napoli ha addirittura sofferto e si è fatto schiacciare, una cosa inaccettabile quando sei campione d’Italia e, dopo le troppe delusioni stagionali in tutte le competizioni (Supercoppa esclusa ndr), devi obbligatoriamente qualificarti alla prossima Champions. Ma questa squadra la vince così e dimostra di avere un segreto.

Che fastidio (che dà il Napoli)! Ma ha la forza di scrivere il suo futuro: gli azzurri hanno un segreto

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Per citare due brani Sanremesi, ancora una volta si era pronti a gridare al “che fastidio!” che dà il Napoli (per il possibile rosso non dato a Suslov e il possibile fallo su Buongiorno nell’azione che precede il gol del Verona ndr) e alla “stupida sfortuna” (il gol rocambolesco degli scaligeri ndr), ma è chiaro che, al di là di tali episodi, i problemi siano altri e che gli azzurri debbano fare una analisi approfondita. La vittoria è arrivata e il campo ha sempre ragione, ma la squadra dura sempre (da troppo tempo) una sola frazione di gioco. Eppure la gara sembrava dire altro. Dopo due minuti il Napoli è avanti: Hojlund fa valere il suo strapotere fisico, poi fa il giocoliere e segna un rigore di testa su cross di Vergara. L’1-0 in avvio fa presagire una goleada, ma il Verona resta in partita e incassa bene il colpo. La squadra di Sammarco reagisce e non si fa schiacciare, anzi prova addirittura a mettere il muso in area azzurra. La squadra di Conte gestisce ma il campanello d’allarme appare evidente: i minuti passano e il Napoli cala. Ecco che la ripresa si apre con un Verona aggressivo che, complice la fortuna, la pareggia con un gol rocambolesco. Conte cambia, ma le sostituzioni non sortiscono effetti. Sembra tutto avviarsi verso un deludente pareggio pronto a farci parlare di “crisi Napoli”. Ma quando meno te l’aspetti ecco il ritorno dell’uomo scudetto: Lukaku, entrato dalla panchina, segna il 2-1 da vero bomber facendo esplodere la festa e mettendo sotto al tappeto la colpa di non aver azzannato e chiuso la partita prima. Un ritorno al gol importante quello di Big Rom che in questa fase finale della stagione sarà fondamentale nella serrata corsa Champions.


Ecco, proprio in questa lotta all’Europa il Napoli sembra avere un vantaggio rispetto alle altre, e non sono gli attuali punti in classifica. Infatti, la squadra di Conte ha un segreto intrinseco: il carattere. Possiamo dire tutto a questi ragazzi e all’allenatore dopo quanto accaduto in questa stagione, ma di certo non possiamo criticare lo spirito che li ha sempre accompagnati. Tranne un paio di gare con un blackout totale, gli azzurri hanno sempre lottato e provato ad andare oltre le loro possibilità. Gli infortuni e la forma fisica ballerina hanno tirato fuori questo carattere che ogni tanto sembrava sopito. E invece no, il Napoli c’è ed ha una grande voglia di dimostrare di essere una grande squadra e che questa sia stata un’annata sottotono a causa di altri fattori. È ovvio che la società di De Laurentiis dà fastidio: due scudetti in tre anni sono forse troppi (qualcuno avrà pensato). Eppure nonostante tutto ciò che hanno combinato arbitri e Var, si è sempre mantenuto la calma (tranne lo sfogo di Manna dopo Bergamo ndr). Una calma, la famosa virtù dei forti, che ci fa capire come questa società abbia un progetto chiaro in mente e non si faccia smuovere dagli eventi. Il Napoli è in crescita e questo ormai è appurato: si comporta da grande club in tutte le circostanze evitando polemiche in pubblica piazza. Ma per continuare questo percorso di crescita bisogna adesso rimboccarsi le maniche e non mettere più in campo prestazioni come quella di Verona. La fortuna, è risaputo, aiuta gli audaci. E il Napoli il carattere ce l’ha. A tre mesi dalla fine delle stagione c’è da soffrire ma è tutto nelle mani degli azzurri. Per ora il terzo posto è lì e dipende tutto da Conte e dai suoi ragazzi. C’è da conquistare nuovamente la Champions guardando già avanti: la prossima sarà la stagione del centenario per il Napoli e la piazza vuole qualcosa di storico che suggelli un percorso vincente ed emozionante cominciato da quando alla guida c’è il presidente Aurelio De Laurentiis.

A cura di Giovanni Frezzetti

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