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calcionapoli1926 interviste Careca: “Hojlund mi piace! Lukaku? Il tempo passa per tutti. Alisson ha una dote rara”

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Careca: “Hojlund mi piace! Lukaku? Il tempo passa per tutti. Alisson ha una dote rara”

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Le parole dell'ex attaccante del Napoli a Tuttosport
Francesco Giovinazzo

«La Francia è la squadra più forte e la favorita per vincere il Mondiale. Speriamo di sfidarla in finale. Auguro al mio Brasile di prendersi la rivincita per le sconfitte che ci hanno inflitto nel 1986 quando c’ero io, ma anche nel 1998 e nel 2006». Firmato Antonio Careca, ovvero uno dei più grandi goleador della storia verdeoro. L’attaccante di Campinas nell’ultima Coppa del Mondo giocatasi in Messico quarant’anni fa aveva incantato tutti con le sue prodezze (5 gol in 5 presenze e titolo di vice-capocannoniere del torneo) e ora punta sul gioiellino del Real Madrid Endrick come suo erede: «Ha un grande talento e può diventare un campione. Mi piace tanto e spero abbia l’opportunità di giocare durante la competizione; perché con le sue giocate può aiutare tantissimo il Brasile ad arrivare in fondo alla Coppa del Mondo».

Careca: "Neymar convocato? Giusto! Pato mi somigliava. Maradona unico"

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Intanto nella fase a eliminazione diretta dovrebbe rientrare anche Neymar. Ha fatto bene Ancelotti a convocarlo? «Certamente. Neymar rimane un campione e nel prosieguo del torneo può rivelarsi importante per il Brasile. A maggior ragione nelle partite secche che si decidono a volte per un episodio». I record del quasi trentanovenne Messi hanno riacceso l’eterno dibattito: chi è il più grande di sempre tra lui, Pelè e Maradona? «Difficile comparare fuoriclasse di epoche diversi: sono tre grandissimi. Come caratteristiche il più completo è stato Pelè, ma Messi è quello che ha segnato e vinto più di tutti. Diego però aveva una gamba sola: la destra la usava solo per camminare, eppure ha fatto cose straordinarie. Era dotato di una fantasia unica. Non dimenticatevi che all’epoca gli arbitri tolleravano il gioco duro e non c’erano tutte le telecamere di oggi in campo a tutelarci dai difensori che picchiavano. Per non parlare del Var: giocasse adesso, Maradona farebbe espellere 3-4 avversari a partita…». E lei invece? «Nel calcio attuale farei 35-36 gol all’anno. Con uno con la classe di Maradona al mio fianco forse anche di più (sorride, ndr)…». Delle tante stelle protagoniste in questo Mondiale con quale le sarebbe piaciuto far coppia in attacco? «Con O’Ney ci saremmo divertiti. Come caratteristiche però dico Mbappé: ci completeremmo alla perfezione». A proposito di attaccanti: Milan e Juve starebbero pensando al suo connazionale Gabriel Jesus in uscita dall’Arsenal… «Per il calcio italiano sarebbe un bel colpo. Lo vedrei bene sia alla Juve sia al Milan. Uno con le sue caratteristiche potrebbe fare molto bene in Italia». C’è in giro un nuovo Careca? «Pato mi somigliava molto. Peccato i tanti infortuni che ha avuto al Milan, altrimenti avrebbe fatto una grande carriera. Per velocità, esplosività e senso del gol mi ci rivedevo».


Careca: "Hojlund mi piace! Lukaku? Il tempo passa per tutti. Su Alisson..."

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In Italia invece abbiamo un attaccante che le piace? «Scelgo Pio Esposito dell’Inter. Ha fisico e vede la porta: al primo anno in un top club, al fianco di un campione come Lautaro, ha fatto benissimo e può soltanto migliorare. Ho avuto modo di conoscere lui e la sua famiglia in occasione di un camp nella loro scuola calcio (Voluntas Brescia) ed è un ragazzo serio e con la testa sulle spalle. Tutte doti fondamentali per arrivare e restare in alto». Rimanendo in tema di attaccanti: nel suo Napoli è in bilico Lukaku, che sta stentando pure al Mondiale… «Il tempo purtroppo passa per tutti e non è facile mantenersi a grandi livelli. Non so se rimane: leggo che potrebbe andare via dopo il Mondiale. Dipenderà molto da come sta: il primo anno con Conte è stato decisivo e a tratti devastante; mentre nell’ultima stagione ha avuto tanti problemi. Restare al top con quel fisico non è affatto semplice». Intanto in casa azzurra c’è Hojlund in rampa di lancio… «Mi piace. Dopo qualche difficoltà all’inizio è cresciuto tanto. Fa reparto da solo e può crescere ancora». Nell’attacco del Napoli ci sono pure due brasiliani: Alisson Santos e Giovane. Possono imporsi da titolari? «Alisson è molto bravo. Da quando è arrivato ha fatto bene: mi piace perché ha il coraggio di puntare sempre l’avversario. Vanta un bel dribbling e salta facilmente l’uomo: questa sua bravura nell’uno contro uno può fare la differenza e renderlo un giocatore importante. Giovane ha potenziale, ma l’ho visto poco. Non è facile fare bene a Napoli e reggere le pressioni della piazza. Dev’essere bravo a sfruttare le occasioni che avrà in una squadra destinata a contendere all’Inter lo scudetto».