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calcionapoli1926 interviste Bruscolotti: “Diego mi ascoltava. Ferlaino mi sbatté fuori a tradimento”

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Bruscolotti: “Diego mi ascoltava. Ferlaino mi sbatté fuori a tradimento”

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Le parole dell'ex capitano del Napoli
Leonardo Toce

Beppe Bruscolotti, storica colonna del Napoli e l'uomo che cedette la fascia di capitano a Diego Armando Maradona, si racconta in una lunga intervista ad Antonello Sette pubblicata su Il Foglio. Un racconto intimo tra amicizia, fiducia e tradimento.

Il capitano che cedette la fascia a Diego: il racconto di un'amicizia e di un tradimento

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La notte prima di Inter-Napoli a San Siro: "Con Diego siamo stati amici, confidenti, complici, nel senso nobile della parola. Nella mia mente si accavallano tanti episodi e aneddoti che hanno segnato e accompagnato le nostre vite. Il primo è la vigilia della partita contro l'Inter a San Siro. Stavo per coricarmi quando venne da me il massaggiatore. Il presidente voleva vedermi. Corrado Ferlaino mi disse che il 'mio amico' faceva le bizze e non voleva giocare. Solo io potevo fargli cambiare idea. Gli risposi che mi sembrava strano, perché Maradona non era uno che poteva abbandonare i compagni senza neppure preavvertirli. Passai così dalla stanza di Ferlaino a quella di Maradona. Bussai, convintissimo, conoscendo le sue abitudini, di trovarlo ancora sveglio. Era effettivamente arrabbiato, ma si fece convincere. Bastò dirgli che non apparteneva al suo dna abbandonare i compagni al loro destino. Diego mi ascoltava". 


Il tradimento di Ferlaino: "Per me essere sbattuto fuori, a tradimento, senza neppure una parola di spiegazione e negandosi addirittura al telefono, dopo sedici anni di militanza e appartenenza, fu un colpo durissimo e caddi in depressione. Di fatto, io e Diego ci allontanammo. Non ero uno di quelli che per mestiere gli giravano intorno. Feci in tempo a dirgli che certe sue scelte erano per me inaccettabili, ma che comunque, se avesse avuto bisogno, le porte della mia casa per lui erano sempre aperte". 

Senza di lui, Maradona si perse: "Nessuno può dirlo con assoluta certezza, ma fui sradicato, non solo dal Napoli, ma anche da Diego. Io avevo la capacità di tenerlo a bada e, proprio nel momento del massimo bisogno, non avevo né titolo, né modo per stargli a fianco, consigliarlo e, se necessario scuoterlo e farlo tornare in sé. La società avrebbe dovuto capire che un giocatore simbolo, come ero io, poteva essere utile alla causa. Non sono certo il tipo che va a piatire un ruolo".