Se lei fosse il presidente del Napoli, farebbe follie per trattenerlo, visto che si parla molto di un possibile addio a fine stagione?
"Conte ha firmato un contratto di tre anni... Però lui non smentisce queste voci. Gli è stato chiesto più volte di commentarle, ma lui ha sempre risposto che si vedrà a fine stagione con il presidente. Personalmente non mi esprimo, anche perché queste cose mi annoiano. Io, per esempio, ho sempre fatto contratti annuali. Solo una volta, con il Bologna, firmai per due anni. Poi magari mi chiamò la Fiorentina, chiesi di essere liberato e mi dissero di no. Rimasi volentieri a Bologna. Anche se avevo il sogno di fare un anno alla Fiorentina per chiudere la carriera. Credo che quando ci sono i contratti, vadano rispettati. Poi, certo, si possono anche risolvere di comune accordo, ma serve la volontà di entrambe le parti. Effettivamente è una situazione un po’ particolare. Anche il direttore sportivo Manna, domenica scorsa, ha dichiarato: “Speriamo che il mister resti”".
In casa Bologna, invece, c’è Vincenzo Italiano che sta facendo addirittura meglio del miracolo compiuto da Thiago Motta la scorsa stagione. È d’accordo?
"Dal punto di vista dei punti, forse ancora no. Ma se parliamo del rapporto con la città, dell’amore che Bologna ha per il suo allenatore, allora sì, direi proprio di sì. L’entusiasmo c’è, è molto apprezzato, e meritatamente. È stato bravissimo a sopperire a delle partenze importanti rispetto alla scorsa stagione, e ora sta convincendo anche dal punto di vista del gioco. Cambiare filosofia tattica non è mai facile, soprattutto in una squadra abituata ad altri schemi. Non è semplice cambiare l’idea di gioco. Ci è voluto un po’ di tempo, ma adesso vediamo una squadra che si esprime bene. Va a pressare alto, non prende più i gol che prendeva la Fiorentina lo scorso anno su palla lunga nella zona centrale. Si fa trovare compatta anche su queste situazioni. È una bella cosa. La partita sarà, secondo me, aperta, giocata per vincere da entrambe le squadre. Sarà davvero uno spot per il calcio italiano".
Dall’alto della sua grandissima esperienza, ad oggi vede ancora l’Inter come favorita per lo scudetto?
"Verrebbe da pensare di sì. Hanno fatto una scelta: andare avanti, finché si può, in tutte le competizioni, cercando di tenere il gruppo unito, compatto, competitivo su tutti i fronti. È una scelta razionale, importante, ma anche con qualche rischio. Il Napoli è ancora in corsa, per cui... chi è il favorito? Punto interrogativo".
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