Ho voluto condividere certe tematiche sulla fragilità. Cerco di esplorare la mia fragilità attraverso la mia esperienza sia positiva che negativa e l’ironia che è il modo più educato di affrontare la propria sofferenza perché comporta prima il rispetto per se stessi e poi per gli altri. Quando uno ammette la propria fragilità senza vergognarsi, senza giudizio negativo e con trasparenza è anche un modo per aiutarci.
Nel libro racconto di certe dinamiche di vita con quell’ironia che ci permette di porci nella giusta distanza da tutto e diventa il nostro salvagente per farci vedere le cose pesanti in modo leggero. È come un orso sott’acqua che sembra pesante, ma che in quel momento può essere leggero come l’ironia può renderci i tanti momenti difficili della vita più leggeri.
Io mi sento sfatto, ma non in accezione negativa. Quando uno è stanco, non vuol dire necessariamente che non ce la faccia più e che sia in crisi di mezza età, ma anche che ha vissuto profondamente certe esperienze, che ha scavato dentro di sé e dedicato molte delle sue energie per comprendere certe cose. Una macchina è bella quando è sporca perché vuol dire che ha viaggiato.
Io penso che Antonio Conte debba rimanere un altro anno sulla panchina del Napoli. È uno dei più grandi allenatori al mondo, ha fatto un lavoro straordinario al Napoli ed è incredibile che sia riuscito a portare il Napoli in quella posizione. Sicuramente ha le sue responsabilità per quello che è accaduto in questa stagione poiché poteva metterci più grinta in certe occasioni, soprattutto in Champions dove l’uscita è stata davvero deludente. A me, però, non piace realizzare, ma guardare l’operato di una persona. Sicuramente il lavoro di Conte è migliorabile, ma spero rimanga ancora sulla panchina del Napoli".
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