Perché sono andato via da Napoli? Ho riflettuto molto e non voglio essere confuso come quello che si scaglia contro una o più persone, la mia amarezza era dovuta ad una decisione umana, non a livello di capacità. Non ho mai messo in discussione l’operato, lo staff del mister, dei medici del Napoli. E' stata una decisione che va al di là di tutto perché sotto l’aspetto professionale ho sempre detto che Conte è il numero 1, non mi avete mai sentito parlare male di Conte, do atto al mister della sua bravura e l’ho sempre difeso quando lo massacravano. La mia amarezza è al di fuori dell’aspetto calcistico ed è basata su un rapporto che credevo di avere con una persona e mi sono accorto che così non era. Appena me ne sono accorto, ho fatto un passo indietro. Ma, non critico l’ambiente Napoli, né una persona in particolare. La mia scelta è stata umana, ho deciso di andare via perché per questa persona a cui tenevo tantissimo mi sarei buttato nel fuoco e invece ho avuto una delusione talmente forte che mi ha fatto scegliere di andare via. Questa delusione mi ha tolto l’entusiasmo di restare a Napoli e mi è dispiaciuto tantissimo perché rinunciare ad un incarico a Napoli non è cosa da poco, mi è costato tanto. Il mio messaggio è stato confuso al pari di Corona che ha fatto un macello, ma non è così.
36 infortuni muscolari? In 20 anni di collaborazione con Costantino Coratti, dico che sulle sue capacità ci metto la mano sul fuoco. Ha sempre vinto e portato risultati, è sempre stato un riferimento per tanti e non mi sento di individuare delle responsabilità su Coratti o sullo staff medico del Napoli. Io avevo una visione completa di tutto, sulle capacità di Costantino nessun dubbio. E, per quello che ho vissuto, dico che lo staff medico del Napoli è di altissimo livello e non credo siano impazziti quando sono andato via. C’è da capire cosa è successo, chi ha forzato la mano. Magari alcuni giocatori indispensabili sono stati rischiati pur essendo al 60%, sperando che le cose andassero bene e invece sono solo peggiorate. Ne ho girati di club importanti e i medici del Napoli sono ai primi posti: hanno capacità e competenze e mi butto nel fuoco per loro. Se il Napoli mi chiamasse? Sono in grande difficoltà di fronte a questa domanda. Napoli è una grande piazza, fa parte della mia vita. Ho vinto ed è stato tutto fantastico quindi nella vita mai dire mai. Se Conte mi chiamasse? No, non ci andrei, in questo momento non mi sentirei di dire sì a nessuno. Sulle capacità di Conte non ho mai detto una parola contro e anche oggi confermo che chi vuole vincere deve prendere Conte”.
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