Una scelta che sa di continuità
—È una scelta che ci sta? "Se parliamo di continuità sì. Conte è un macigno troppo grande per qualsiasi allenatore, confrontarsi con i risultati di Conte sarà difficilissimo per chiunque, sarebbe stato difficilissimo per chiunque, perché fare i primi, i secondi e vincere la Supercoppa in un biennio appena è qualcosa che nella nostra storia trova pochi riscontri. Solo Bianchi ha vinto due trofei in un anno, ed erano campionato e Coppa Italia, solo Bigon ha vinto due trofei in un anno, e sono stati campionato e Supercoppa. Non ce ne sono altri nella storia del Napoli e, visto che questi trofei sono stati vinti in epoca contemporanea, dopo che per 22 anni non aveva mai vinto nessuno dell'altra Italia, hanno a maggior ragione più peso e più valore, perché vincere subito dopo Spalletti ha più peso e più valore. Però nella continuità c'è anche la discontinuità ed è questo che può favorire un lavoro di Allegri. Dov'è la discontinuità? Quando Mourinho lasciò l'Inter col triplete, a parte che aveva vinto in maniera clamorosa e se ne andò a Madrid, arrivò l'anti Mourinho, c'era proprio il nemico di Mourinho, Benitez. La crisi di rigetto della squadra fu immediata, erano tutti innamorati di Mourinho, la squadra parlava ancora col tecnico, aveva ancora lasciato col tecnico, perfino Materazzi, che non giocava mai, era legatissimo a Mourinho ed Eto'o gli diede praticamente il benservito ancora prima di andare in ritiro, disse: non si pensi Benitez che io faccia quello che ho fatto per Mourinho, cioè sacrificarmi a fare anche il terzino, perché l'ho fatto, il grande Eto'o. Si capì subito che quell'avventura sarebbe finita presto. Nel caso di Conte invece, paradossalmente chi prende il posto di Conte fa bene. Ma sapete perché fa bene? Perché Conte fa spendere alle società e quindi fa comprare calciatori forti, li stressa e li porta a vincere, è la sua grande capacità di elettricista, di riaccendere la luce subito, però poi li manda in cortocircuito perché lo stress diventa insopportabile e ingestibile, quindi quando lui va via non viene rimpianto dal gruppo, anzi il gruppo respira e accoglie con favore uno che arriva che non ha i suoi stessi metodi di lavoro e sistemi di coazione psicologica sul gruppo che ha Conte. Questo è un grande vantaggio per Allegri, perché il gruppo non è legato a Conte e Kevin De Bruyne l'ha certificato in maniera chiara e inequivocabile".
La critica di De Bruyne a Conte
—Dov'è il paradosso però?"Che Kevin De Bruyne ha accusato Conte di difensivismo estremo e mi fa piacere che lo abbia detto un fuoriclasse, perché quando lo abbiamo detto noi ci avete detto che abbiamo massacrato Conte, che siamo gli sfascisti, che siamo quelli che vanno contro il Napoli, poi lo dice Kevin De Bruyne e tutti alzano le mani. Il problema è uno solo: che se c'è un allenatore più difensivista di Conte si chiama Massimiliano Allegri e allora lui ha detto che dobbiamo parlare, perché la fama di Allegri la conosce, perché lui ha giocato con Guardiola, che non è solo Zeman, bellezza, lo Stato puro, è estetica applicata al risultato, cioè è una squadra propositiva che gioca a calcio e che fa gol e a De Bruyne giocare, rinculare e fare il difensore aggiunto non va proprio. Quindi, se da un lato però Allegri è meno tattico rispetto a Conte, nel senso che i calciatori con Conte svolgono dei ruoli in maniera rigida, lui i giocatori più bravi li lascia un po' liberi di inventare, questo è il motivo per cui si dice: ma De Bruyne con Allegri andrà meglio, guardate Modric, guardate Rabiot. È anche vero che De Bruyne da un 5-4-1 si troverà a giocare con un 4-5-1, perché il 4-3-3 paventato di Allegri diventerà un 4-5-1. Allegri ha fatto ventesimo nella classifica delle squadre che pressano alto, cioè non pressa proprio, gioca con blocco basso".
Un Allegri diverso?
—Vedremo una nuova versione di Allegri? "Ce l'auguriamo, almeno ci divertiamo un po'. Non è obbligato a vincere, ma può vincere, ha i titoli, l'esperienza, non so se ha ancora le capacità perché negli ultimi anni ha fatto molto male. L'ultimo anno è stato un insuccesso clamoroso in un ambiente come quello del Milan, però dove i coltelli volavano a ogni angolo di strada. A Napoli trova tutti coesi, Manna lo voleva a tutti i costi, De Laurentiis lo voleva, la squadra lo accoglie con favore e la gente poi i viceré a Napoli li accoglie sempre, basta che hanno le bacheche piene, poi se si gioca bene o si gioca male questo conta poco. Io ribadisco dicendo che mai avrei voluto Allegri sulla panchina del Napoli, ma mi auguro di essere smentito e che Allegri ritorni a essere quello di 10 anni fa, che tiri fuori l'orgoglio, perché altrimenti finisce così: con me fuori Castel Volturno che mi incateno".
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