I giornalista ha parlato della situazione del tecnico toscano

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Allegri bacchetta il Napoli: manca ancora veleno. I top e flop di Firenze - VIDEO

Le ultime avventure di Massimiliano Allegri sono caratterizzate da situazioni ambientali e societarie tempestose. Alla Juventus e al Milan è stato così, ma attualmente anche al Napoli sta trovando più difficoltà del previsto. Lo sottolinea Giovanni Capuano nel suo editoriale per Panorama. A seguire le sue parole.

Capuano: "Allegri da una tempesta all'altra. A Napoli sembra già finito l'idillio"

"Il calcio sarà molto semplice, come predica da sempre fino ad arrivare a farci il titolo della sua prima opera, ma negli ultimi anni si è trasformato anche in qualcosa di estremamente stressante per Max Allegri. Prima la tempesta attraversata alla guida dell’ultima Juventus di Andrea Agnelli, le vicende extra campo, la dissoluzione dei vertici societari, i processi sportivi e le penalizzazioni. Poi la convivenza impossibile con il nuovo che avanza, al secolo Cristiano Giuntoli, fino alla crisi di nervi nella pancia dell’Olimpico con la Coppa Italia appena conquistata in mano.

Allegri Napoli

A seguire, dopo provvidenziale anno di scarico, la stagione sulle montagne russe al Milan, il rapporto conflittuale con Zlatan Ibrahimovic (lo ha sabotato o no?), il crollo degli ultimi due mesi e la Champions League svanita nel modo più doloroso e incredibile che si potesse concepire. Il licenziamento per mano di Gerry Cardinale e l’immediata resurrezione a Napoli, chiamato da Aurelio De Laurentiis.

Napoli dove l’idillio è durato lo spazio di un paio di mesi, se è vero che il post partita a Firenze dopo aver rimediato un punticino insapore, ha lasciato in eredità alla sosta nazionali il tema della frattura tra Allegri stesso e i senatori dello spogliatoio. Le cronache narrano di grida, parole grosse, manate sulle porte e sui muri dello stanzone del Franchi, minacce di cambiare tutto e tutti, accuse di non aver più il sacro fuoco che porta alle vittorie.

Qualcosa di molto simile allo sfogo di Antonio Conte poco meno di un anno fa dopo aver visto il suo Napoli scudettato preso a schiaffi dal Bologna. “Non sono qui per accompagnare il morto” aveva detto allora Conte. Allegri potrebbe essere arrivato alla stessa conclusione molto più in fretta del predecessore, con l’aggravante di trovarsi nella terza tempesta tecnica e relazionale consecutiva della carriera. Tutto molto poco rilassante.

I numeri dicono che la sua partenza è negativa: 7 punti in campionato, peggio anche di Garcia nella sciagurata stagione post scudetto di Spalletti, sconfitta con l’Arsenal, gioco che non decolla così come il feeling con la piazza che gli contesta la scelta di puntare sul vecchio De Bruyne tenendo fuori il giovane Vergara o facendolo retrocedere al ruolo di mezzala. I tifosi amano lo scugnizzo di casa, Allegri preferisce la solida (sulla carta) tranquillità del campione che sa gestire i momenti e tirare fuori le giocate giuste. Il problema è che non sempre riesce e a De Bruyne quest’anno è riuscito solo quando inserito in corso d’opera.

Tre settimane di sosta, seppure con una decina di giocatori in giro per il mondo con le rispettive nazionali, serviranno da ammortizzatore della tensione ma rappresenteranno anche un banco di prova della tenuta del rapporto tra Allegri e De Laurentiis. Il presidente ha saltato tutte le ultime partite del Napoli; non è detto sia un segnale di disamore, ma Max è diverso da Conte e non ha chiesto ad ADL di farsi da parte. Anzi. L’attacco alla squadra a Firenze è stato diretto, portato con l’obiettivo di invertire una tendenza pericolosa.

Qualche segnale c’era già stato, a partire dalla decisione di punire Lang per uno sgarbo a Vergara in allenamento dove, secondo le cronache (non smentite) si sarebbe consumata anche una discussione tra De Bruyne e Hojlund. Il danese sta vivendo un inizio di stagione complicatissimo, poco coinvolto nelle trame offensive dei partenopei: è l’attaccante che tocca meno palloni nell’area avversaria tra tutti quelli delle big. Una questione che dovrà risolvere Allegri e pure in fretta".

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