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Luigi Garlando, giornalista de la Gazzetta dello Sport, boccia la pista che condurrebbe Massimiliano Allegri al Napoli.
Luigi Garlando, giornalista presso La Gazzetta dello Sport, è intervenuto sulle frequenze di Radio CRC, emittente partner della SSC Napoli. Nel corso del collegamento, il noto collega ha trattato alcune tematiche relative al presente (e all'imminente futuro), soprattutto per quanto concerne la scelta del successore di Antonio Conte sulla panchina, della compagine partenopea.
Di seguito, le dichiarazioni rilasciate da Garlando a CRC...
...sulla conferenza d'addio di Conte al Napoli:
"Mi dispiace che la storia tra Conte e il Napoli si sia chiusa in questo modo. Il salentino è riuscito a vincere e a riportare entusiasmo in una città come quella di Napoli. Sicuramente, dal punto di vista della comunicazione, avrebbe potuto cercare di combattere meglio il pubblico facendo giocare bene la squadra e usando altre parole. Non c’era bisogno di puntare il dito contro qualcuno e creare un ambiente teso. Antonio Conte ha infranto varie volte il principio di non contraddizione di Aristotele. In conferenza stampa prima diceva una cosa, poi ne diceva un’altra... Ha commesso alcune sbavature importanti. Mai che un allenatore ammettesse di aver sbagliato come ha fatto anche Palladino all’Atalanta! Lui è fatto così, non ci possiamo fare nulla. Gli devono essere riconosciuti gli onori del lavoro che ha fatto, ma devono anche essere messi i puntini sulle i e fare in modo che ci sia dignità per il nostro lavoro di giornalisti. I giornalisti occupano un altro ruolo nel calcio, sono un’altra cosa rispetto ai tifosi. Non c’era bisogno di chiudere in questo modo una bella storia come quella di Antonio Conte al Napoli: è un peccato".
Su Allegri come post-Conte:
"Senza cattiveria e voglia di essere offensivo, mi auguro che un allenatore come Massimiliano Allegri non venga a Napoli poiché spero che i napoletani godano di ben altro spettacolo. I tifosi partenopei sono dei buongustai in tutto, anche nel calcio. In Italia dobbiamo crescere in tutto: nella tecnica, nella tattica e nella comunicazione. Roma e Como ci hanno dettato le direzioni in cui il calcio italiano deve andare nei prossimi anni, ossia verso un calcio europeo, di gioco, di qualità e di coraggio. Arteta ha vinto la Premier League al suo 7° anno sulla panchina dell’Arsenal. All’estero c’è una certa pazienza ad aspettare i risultati e ad andare oltre di essi che in Italia non siamo in grado di fare".
Su Italiano come post-Conte:
"Mi piace come qualità di gioco, ma avrei preferito vedere Fabio Grosso a Napoli: è un profilo più fresco dal punto di vista dell’immagine. Tra l’altro, lui è l’eroe della nazionale di Cannavaro, infatti sembra avere qualcosa di napoletano anche lui. Comunque, Vincenzo Italiano sarebbe una buona scelta come sostituto di Conte".
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