In un certo senso la cessione di Antonio Vergara per 30-35 milioni di euro sarebbe un'operazione vantaggiosa per tutti?
"Certo. Se arrivasse un'offerta di quel livello sarebbe una grande operazione. Parliamo di un ragazzo cresciuto nel sistema del club e quindi di una plusvalenza molto importante. Ogni tanto qualche sacrificio bisogna farlo: lo fanno l'Atalanta, il Real Madrid e tutte le grandi società. Il problema però è un altro. Oggi vedo valutazioni che mi fanno sorridere. Leggo di 50 milioni per Palestra e mi chiedo su quali basi. Con tutto il rispetto per il ragazzo, se Palestra vale 50 milioni, allora Alessandro Buongiorno quanto dovrebbe valere? Centocinquanta? È titolare della Nazionale italiana, ha già dimostrato il suo valore ad alti livelli. Se Vergara vale 35 milioni, allora rischiamo di perdere completamente il senso delle proporzioni. In Italia servirebbe maggiore competenza nella gestione del calcio. Troppo spesso le persone sbagliate si trovano nei posti giusti".
Esce Antonio Conte ed entra Massimiliano Allegri: è un upgrade, un downgrade oppure il livello del Napoli resta invariato?
"Io ho avuto qualche divergenza personale con Allegri in passato, ma mai per questioni tecniche. Dal punto di vista professionale stiamo parlando di un grande allenatore. È uno che sa gestire gli spogliatoi e che ha dimostrato il proprio valore in tutta la carriera. Questo dibattito sul 'giocare bene' o 'giocare male' spesso mi sembra esagerato. Alla fine contano soprattutto i giocatori che hai a disposizione. Allegri ha vinto con il Milan, ha vinto con la Juventus, ha disputato finali di Champions League. In Italia abbiamo l'abitudine di definire bolliti gli allenatori troppo in fretta. È successo con Carlo Ancelotti, è successo con José Mourinho. Poi però Ancelotti è tornato al Real Madrid e ha continuato a vincere. Evidentemente qualcuno che di calcio capisce qualcosa lo considera ancora uno dei migliori. Quando sento storcere il naso davanti al nome di Allegri resto sorpreso. È un tecnico che conosce perfettamente il suo mestiere. Poi i risultati non dipendono solo dall'allenatore, ma anche dalla società, dall'ambiente e dalla qualità della rosa. Prendiamo il Milan degli ultimi anni: spesso i problemi non erano in panchina, ma all'interno della dirigenza. Quando manca unità di intenti ai vertici, inevitabilmente ne risente anche lo spogliatoio. Allegri è un allenatore di alto livello, esattamente come Conte, Ancelotti o Spalletti. Ognuno ha il proprio carattere e il proprio metodo di lavoro, ma stiamo parlando di professionisti di primissima fascia. Chi sa andare in bicicletta non dimentica come si fa. Molto dipenderà dalla rosa che avrà a disposizione, ma io credo che il Napoli abbia già una base importante. L'obiettivo minimo sarà qualificarsi alla prossima Champions League e penso che Allegri abbia tutte le capacità per raggiungerlo".
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