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Rossi: “Preferirei allenare in Premier League, ma se chiamasse la Sampdoria…”

(Getty Images)

Il CT ungherese ha parlato delle differenze che nota tra Premier League e Serie A, dell'Ungheria e di un possibile approdo alla Sampdoria

Ugo Panico

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Rossi, commissario tecnico dell’Ungheria ed ex calciatore, fra le tante, di Torino e Sampdoria.

Rossi: "in Premier League c’è più cultura dello sport"

 (Photo by Laszlo Szirtesi/Getty Images)

Il CT ungherese ha parlato delle differenze che nota tra Premier e Serie A, dell'Ungheria e della possibilità di un suo approdo alla Sampdoria. Ecco le sue parole:

Su Mourinho

“Mourinho? Non voglio paragonarmi ad un mostro sacro del suo calibro, negli anni ha dimostrato tutto il suo valore e ha vinto di tutto. Quest’anno non si aspettava tutte le difficoltà che sta incrociando a Roma, ma non dimentichiamoci che è una piazza difficile nella quale hanno vinto in pochi. Per quanto concerne l’aspetto economico, credo che siamo arrivati a cifre irrispettose e morali, ma è il gioco della domanda e dell’offerta. Evidentemente lo show consente di poter pagare questi tipi di contratti.

Sulla Premier League

Premier League? Sono stato contattato qualche settimana fa da una squadra, posso solo dire che non è il Watford dove poi è andato Claudio Ranieri. Il campionato Inglese mi affascina perché c’è più cultura dello sport e, soprattutto, ti danno più tempo per insegnare la tua idea di gioco. Quasi mai si esonera un allenatore, tendenzialmente gli si da fiducia per tutta la durata del contratto. In Italia, invece, c’è molto più stress, molta più pressione.

Sull'Ungheria 

Ungheria? Rimanere nell’Europeo fino all’ultimo secondo ha dato una grossa iniezione di fiducia a tutto il sistema, siamo soddisfatti di aver rappresentato alla grande la Nazione. Adesso, avendo perso due volte contro l’Albania, probabilmente non ci qualificheremo per il mondiale. A me piacerebbe ritornare ad allenare nei club.

Sulla Sampdoria

Sampdoria? Ammesso e non concesso che mi chiamassero, non potrei dire di no. Ma non accadrà mai, a meno che qualcuno della dirigenza blucerchiata cada dal letto e batta la testa (ride, ndr)”.