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Volpecina: “Napoli, punta allo scudetto! Ecco il segreto di Spalletti. Sugli esterni…”

Volpecina: “Napoli, punta allo scudetto! Ecco il segreto di Spalletti. Sugli esterni…”

L'ex difensore azzurro (ma anche del Verona) è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per parlare delle principali vicende di casa Napoli

Giuseppe Canetti

Dopo la trasferta trionfale in terra polacca, il Napoli si appresta a sfidare il Verona allo stadio Maradona. Quella con gli scaligeri sarà una partita importantissima, perché vincendo i partenopei trascorrerebbero la sosta ancora saldamente al comando della classifica di Serie A. Tuttavia, battere Simeone e compagni non sarà una missione facile: i gialloblù da quando c'è Tudor in panchina hanno iniziato a volare facendo lo scalpo a compagini del calibro di Juve, Lazio e Roma. Della gara di oggi pomeriggio e di tanto altro ne abbiamo parlato in esclusiva con Giuseppe Volpecina, Campione d'Italia con la maglia azzurra nella stagione 1986-1987. Di seguito l'intervista.

L'intervista a Giuseppe Volpecina

Salve, come sta?

"Tutto bene grazie!".

Come vede questo Napoli?

"Bene è dir poco, benissimo. Meglio di così non si potrebbe. Gli azzurri sono partiti alla grande, in campionato dieci vittorie ed un pareggio, peraltro maturato su un campo difficilissimo come quello della Roma. I giallorossi hanno disputato contro il Napoli la loro migliore gara stagionale, nel complesso si poteva anche vincere ma è stato un pareggio giusto".

C’è qualche similitudine con il Napoli del primo scudetto?

"Noi partimmo un pochino peggio di loro. Che io ricordi a questo punto della stagione non eravamo primi in classifica, pareggiammo con Atalanta e Udinese. A quei tempi, però, era un'altra Serie A. Era più difficile vincere diverse partite di fila, perché le squadre avversarie erano molto attrezzate. Se ne beccavano un paio molto abbordabili, ma tutte le altre... penso alla Sampdoria oltre alle big".

Spalletti le piace?

"Per quello che sta facendo vedere ha grandi meriti. I risultati ottenuti finora non sono frutto del caso. I giocatori stanno facendo alla grande il proprio dovere, quando c'è un allenatore che sa dare i giusti stimoli è molto più facile che ciò avvenga. Spalletti sta lavorando molto bene su tutta la rosa, a differenza di altri tecnici che hanno commesso l'errore di "coltivare" solo i cosiddetti titolari mettendo in disparte gli uomini restanti".

Certo, si è dimostrato estremamente intelligente

"L'intelligenza del tecnico di Certaldo sta proprio nel suo "coltivare" l'entusiasmo dell'intera squadra, dando spazio a tutti. Siamo in un'epoca in cui la rosa va utilizzata tutta. Il Covid e il calendario fitto solo così potevano essere affrontati. Ad esempio, se oggi non hai bisogno di Ounas, magari ne avrai bisogno domenica. Quindi devi tenere mentalmente sempre pronte le "riserve". Quando si riesce a farlo la squadra risponde bene nel suo complesso. Questo è il segreto".

È maturato molto questo gruppo...

"È ovvio che i ragazzi sono intelligenti e sanno che la formazione titolare è quella lì. Petagna sa che Osimhen è più forte di lui, e sa di non essere il titolare. Ma Petagna sa benissimo anche che, se manca Osimhen, ha la fiducia di Spalletti e del gruppo. Quindi Petagna andrà in campo sereno e darà il massimo. Ripeto, riuscire a coinvolgere tutti è stata la ricetta di Spalletti".

Lei ha vinto uno scudetto anche con la Primavera azzurra. Dopo un periodo oscuro, oggi la gioventù partenopea è tornata a grandi livelli, crede che si sia finalmente deciso di puntare più seriamente sui giovani?

"Sì, dopo anni difficili, adesso gli azzurrini stanno ottenendo buoni risultati. Ma è presto per dirlo. Bisogna lavorare tanto e dare continuità. Perché fino ad oggi non ho visto un grande coinvolgimento della società nel settore giovanile. Non è una critica, ma i fatti purtroppo dicono questo. Speriamo che il vento sia cambiato e che anche a livello giovanile il Napoli possa essere protagonista come in Serie A la prima squadra".

"Il Napoli dovrebbe mettere qualche pezza sugli esterni"

 (Getty Images)

Tornando alla prima squadra, si può dire che i problemi più grossi il Napoli potrebbe averli sugli esterni bassi?

"A destra i sostituti non mi sembrano all'altezza dei titolari. Se verrà a mancare Di Lorenzo qualcosa si perderà. Non si è ancora precisamente capito quanto possono dare le riserve sia a destra che a sinistra. Mario Rui è molto criticato. Ma io dico, certo, non è un fenomeno ma nemmeno uno degli ultimi arrivati. Anzi, quest'anno, al netto di una defaillance in Europa League, sta dando un ottimo contributo. Zanoli è giovanissimo, e rappresenta un punto interrogativo. Sappiamo che è bravo ma non sappiamo come potrebbe reagire se venisse chiamato ad avere maggiori responsabilità. Ghoulam ormai è un mistero. Diciamo che bisognerebbe intervenire a gennaio per cercare di mettere qualche pezza".

Il Verona con Tudor alla guida è una squadra temibilissima, non crede?

"C'è entusiasmo in casa Verona. Quando si ottengono risultati eclatanti si fa tutto con più tranquillità. Tudor sta facendo giocare molto bene la squadra, attuando un gran pressing. Il Verona non ha fenomeni ma giocatori molto umili, che eseguono le indicazioni del tecnico con precisione, corrono per più di 90 minuti. Definirei l'Hellas una squadra tignosa, come lo è il Torino".

Sarà una gara simile?

"Sì, sarà una gara simile a quella vista con i granata, perché sia Tudor che Juric sono allenatori che studiano gli avversari nei minimi particolari per metterli poi in difficoltà, soprattutto tatticamente. Quando si gioca contro le loro squadre non si ricevono regali, la vittoria va conquistata. Faccio un esempio, l'altra sera a Varsavia (contro il Legia, ndr) i polacchi ci hanno concesso qualche libertà di troppo, stando in campo in maniera molto più europea, le squadre italiane invece... (ride, ndr) ti fanno sudare. In definitiva, non ci aspettiamo una partita semplice. Il Napoli è più forte e vincerà ma dovrà dare più di quello che daranno i gialloblù".

Quale duello in campo sarà decisivo?

"Ogni duello può essere quello determinante. Il Napoli ha giocatori che possono decidere il match in qualsiasi momento, soprattutto dalla trequarti in poi. Magari con dribbling e tiro di Insigne, con un'accelerazione di Osimhen, con un'invenzione di Zielinski. Il Napoli ha tantissime armi. Sarebbe riduttivo soffermarsi su una zona o un calciatore in particolare. Penso anche alle fasce, il Napoli spinge moltissimo. Come dicevo prima, tuttavia, il Verona ben conosce i punti forti della compagine di Spalletti e cercherà di arginarli. Occhio anche alle ripartenze degli scaligeri, sono la classica squadra che parte in contropiede appena può".

"Scudetto obiettivo primario"

 Foto by Getty

Crede che il Napoli riuscirà a lottare fino alla fine su tre fronti?

"Sì, potrebbe riuscirci. Spero solo, però, che questi tre fronti alla fine ci portino a qualcosa (ride, ndr). Per l'amor di Dio. Ora rispetto a ieri il Napoli ha una rosa molto più ampia e può gestire le tre competizioni, ma comunque ci sarà un dispendio di energie mentali e fisiche davvero considerevole. Ad oggi, devo dire che Spalletti sta gestendo molto bene, attuando anche un turnover mirato, penso all'Europa League".

Da tifoso sceglierebbe un torneo in particolare?

"Da tifoso darei priorità al campionato. Questo veramente è un anno che abbiamo tantissime chance di vincere, sarebbe un peccato non giocarsele tutte. Tanto di cappello al Milan se sarà più bravo, ma noi dobbiamo lottare e cercare di sbagliare il meno possibile. Ci sono tutte le carte in regolare per riportare lo scudetto all'ombra del Vesuvio. Se riusciremo a gestire anche l'Europa League e la Coppa Italia tanto di guadagnato. Ma il campionato deve restare, secondo me, la priorità. Vietato farsi distrarre da altre situazioni".

"Ci metterei la firma per vincere solo lo scudetto, che poi quando vuoi troppe cose difficilmente riesci ad ottenerle tutte. In passato qualche squadra è riuscita ad ottenere più di un successo nell'arco della stagione, ma si contano sulle dita di una mano ed erano squadre di fenomeni. Il Napoli è un gruppo di giocatori buoni, umili e che possono puntare in alto, allo scudetto, che è il titolo più importante tra i tre. Credo che tutto l'ambiente, società e squadra comprese, tengano particolarmente all'obiettivo scudetto rispetto agli altri. Se nessuno ci darà fastidio...".

Tipo?

"Se non accadranno cose strane... a Napoli negli ultimi anni siamo abituati sempre a qualche sorpresa. Succede puntualmente qualcosa quando si lotta per il titolo. Facciamo i dovuti scongiuri, speriamo bene per quest'anno. La squadra è forte, l'allenatore è bravissimo, si può lottare fino alla fine per vincere lo scudetto".

 

A cura di Giuseppe Canetti

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