Calcio Napoli 1926 Editoriali Juve-Napoli, a Torino è notte fonda: la crisi degli azzurri adesso non ha più alibi

Juve-Napoli, a Torino è notte fonda: la crisi degli azzurri adesso non ha più alibi

Enrico Esente
Il gol di Alajbegovic nella ripresa e il rosso a Marianucci chiudono i giochi. Prima della sosta arrivano Porto e Lazio, due partite che diranno molto sulla stagione.

Prima un sinistro, poi un destro: il Napoli crolla all’Allianz Stadium di Torino e viene sconfitto dalla Juventus per due reti a zero grazie ai gol di Alajbegovic e Boga. Adesso rialzarsi sarà ancora più difficile perché, leggendo quella classifica, i punti di distanza dal primo posto sono diventati addirittura 14.

Un match in cui, paradossalmente, ad arrivare meglio era il Napoli di Max Allegri galvanizzato dall’ultima vittoria in casa del Monza. I bianconeri invece sembravano a un passo dalla crisi con il fantasma di Antonio Conte che aleggiava sulla panchina di Luciano Spalletti.

Una sconfitta che non fa male tanto per il risultato, ma perché si porta dietro interrogativi ben più profondi. Non è quindi solo una questione di classifica, ma di sensazioni, atteggiamento e prospettive. In questa prima parte di campionato gli azzurri sono stati talmente discontinui che sembra difficile capire se questa sia una squadra costruita per essere competitiva o per essere strutturata come “work in progress team”, in attesa di tempi (e di colpi di mercato) migliori.

Due lampi a ciel sereno nella noia dell'Allianz Stadium

I rischi di questa sfida erano evidenti: due squadre partite a rilento in campionato, entrambe consapevoli che una sconfitta avrebbe potuto spalancare le porte a una crisi ormai dietro l’angolo. In quella crisi c’è finito proprio il Napoli che, dimezzato dagli infortuni, adesso deve necessariamente consegnare delle risposte.

Un primo tempo in cui l’mvp è la noia: la prima frazione di gioco va via senza particolari giocate da ricordare. Le due squadre sembrano più preoccupate a non concedere spazi, piuttosto che propense a costruire occasioni pericolose. Un’occasione sciupata da Lang e un’opportunità per Cabal che colpisce il palo con una fortuita deviazione di spalla.

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La ripresa inizia esattamente allo stesso modo di come era finito il primo tempo. L’unica differenza è che De Bruyne e Di Lorenzo non rientrano dagli spogliatoi e si uniscono agli altri nove giocatori costretti al forfait per problemi fisici. Al 70’ però cambia tutto: un gran mancino di Alajbegovic che prima si stampa sul palo e poi finisce alle spalle di Meret: 1-0 Juve.

È l’inizio del declino per la squadra di Allegri che comincia a subire il gioco dei bianconeri, ora più liberi mentalmente. Il rosso a Marianucci chiude di fatto i giochi che, dopo qualche minuto, saranno definitivamente archiviati con un gran destro a giro di Boga.

Una classifica che va necessariamente risanata

Il risultato di Torino adesso assume un peso maggiore se inserito nel contesto di una stagione che, adesso, sta prendendo una piega preoccupante. Sono 9 i punti di distanza dal quarto posto, addirittura 14 dal primo. La corsa al vertice adesso sembrerebbe essere finita prima ancora di cominciare. Le ambizioni iniziali potrebbero già appartenere a un' altra stagione e, per questo, diventa innegabile interrogarsi e capire come invertire la rotta.

Sarebbe ingeneroso ignorare il peso delle assenze ma, queste ultime, non possono diventare un alibi. Adesso il calendario non concede tregua. Prima della sosta ci sono ancora Porto e Lazio. Due partite che devono necessariamente far capire quale direzione prenderà definitivamente questa stagione e sul piano dei risultati e sul profilo caratteriale.

a cura di Enrico Esente

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