Juve-Napoli avrà una sfida nella sfida: i due allenatori sono rispettivamente legati l'uno ai colori dell'altra squadra ma, per una notte, i sentimenti andranno messi da parte.
Esistono legami che nemmeno il tempo riesce a cancellare. Restano impressi nella memoria, diventano ricordi e ritornano indietro. Il giorno di Juventus-Napoli è uno di quelli che, nel capoluogo partenopeo e nella città sabauda, è così sentito che tutto sembra fermarsi. Il fatto che arrivi in una data simbolica come il 1° di novembre, Ognissanti al calendario, lo fa diventare un palcoscenico di un curioso scherzo del destino. Allegri e Spalletti, due allenatori legati indissolubilmente l’uno ai colori dell’altra squadra, pronti a sfidarsi da avversari.
Allegri e la Vecchia Signora: un legame creato dai successi
Oggi Massimiliano Allegri è l’allenatore del Napoli e se, al momento del suo annuncio in estate, è stato accolto in modo un po' freddo dai tifosi partenopei, è sicuramente anche per il suo passato con i più grandi rivali di sempre. Tatticamente il tecnico livornese gode di una stima a metà, forse un po’ figlia del paradosso: da un lato è lodato per il suo cinismo, il famoso "corto muso" che spesso porta tre punti, ma senza gioco spettacolare. Dall’altro lato, l’atteggiamento troppo remissivo nei confronti dell’avversario, in alcune situazioni, con il calcio che si sta evolvendo, ha permesso alla stampa di bollarlo come allenatore obsoleto e che necessita di un corso di aggiornamento.
Ma da quanto è a Napoli i numeri dicono tutt’altro: il gioco e la spettacolarità ci sono, i gol anche. Sono quelli subiti che stanno diventando troppi. Forse qualcosa in Allegri è cambiato, forse come dicono i più grandi calciatori, si sta perfettamente adattando alla rosa che ha a disposizione e, di potenziale offensivo, il Napoli ne ha da vendere.
Per il maestro del “corto muso”, Torino non sarà mai una città come le altre. Sulla panchina bianconera ha costruito il blocco centrale della sua carriera, diventandone uno degli allenatori più vincenti della storia juventina. Cinque scudetti consecutivi, quattro Coppe Italia, due Supercoppe italiane e due finali di Champions League. Un passato che stasera tornerà inevitabilmente a bussare alla sua porta.
Questa volta Max sarà chiamato a difendere i colori del Napoli, club con il quale sta cercando di costruire una nuova esperienza fatta di pragmatismo e conoscenza totale del campionato italiano. A rendere ancora più particolare l’incrocio, ci sarà il fatto che il livornese sarà in tribuna per squalifica e che sarà sostituito dal suo vice Marco Landucci.
Spalletti e quel tatuaggio del Napoli impresso sulla pelle
Dall’altro lato ci sarà Luciano Spalletti che, proprio stasera, festeggerà un anno da quando siede sulla panchina della Juventus. Il nome del tecnico di Certaldo resterà però per sempre legato al Napoli. Con i partenopei Spalletti è riuscito a vincere lo scudetto e a rompere quella “maledizione” che aleggiava su Napoli da oltre trent’anni. Quello fu il primo scudetto di tutta la sua carriera italiana, un’impresa che lo ha definitivamente consegnato alla memoria collettiva di una città intera, di cui, dal 7 dicembre 2023, ne è cittadino onorario.
Non si tratta di ricordi o di affetti, Spalletti ha deciso di imprimere quel traguardo personale, così bello e così desiderato, sulla propria pelle: un tatuaggio con il logo del Napoli e lo scudetto numero tre.
Ora però il presente gli chiede di guardare altrove. La stagione con la Juventus è iniziata a rilento e la professionalità chiama. Per una notte Luciano dovrà mettere i sentimenti da parte e provare riportare entusiasmo in una piazza che conosce bene il peso delle aspettative.
Il passato non sarà un uomo in campo, ma lascerà il segno
Juve-Napoli sarà quindi inevitabilmente anche la partita di entrambi gli allenatori. Il calcio però, a differenza della vera memoria, non sempre concede il lusso di rivivere il passato. I “fantasmi” del giorno di Ognissanti possono ritornare, i ricordi possono riaffiorare e certi tatuaggi possono restare per sempre.
Quando l’arbitro darà il fischio d’inizio, sarà tutto finito: in campo ci saranno soltanto le squadre, pronte a darsi battaglia per conquistare quei tre punti che, non solo le rilancerebbero in classifica, ma che darebbero anche una carica di entusiasmo a due piazze che vivono proprio di questi momenti.
A cura di Enrico Esente
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