Alle 20 del 7 novembre 2021 è finalmente morto il complottismo su Napoli-Verona. Sei mesi dopo è di nuovo 1-1, allo stesso modo. Stessi errori, stessa pasta, stessi falli. Poca lucidità: ora tutti sanno come innervosire la prima della classe

Un Napoli poco al di sotto della sufficienza impatta sull'uno a uno contro il solito Verona, contro i soliti duelli uomo-contro-uomo a tutto campo culminati nelle solite espulsioni. Tanto nervosismo, intensità votata al nulla cosmico e due tiri in porta contati in 95' di gioco. Chi parlava di complotto riguardo alla partita di maggio speriamo si sia ravveduto: se giocassimo con queste due rose dieci Napoli-Verona di fila, almeno sette finirebbero 1-1. 

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Il calcio è altro

SSC Napoli v Hellas Verona FC - Serie A
(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Noi lo abbiamo percepito, Igor Tudor ce l'ha proprio detto: "Il mio calcio? È un po' malato. Inadeguato per una grande squadra". Ergo - aristotelicamente ragionando - la sua, che rispetta questi dettami alla perfezione, non è una grande squadra. Dal quale postulato potrebbero evaporare miliardi di altre opinioni contrarie, basate sulla bellezza del calcio solo aggressivo, sulla magnificenza ritrovata di uno come Giovanni Simeone e magari pure sulla grande capacità in letture difensive di Paweł Dawidowicz. La verità è che il calcio è altro, e lo abbiamo visto nei primi 45 secondi del derby di Milano e girando canale di Sky alle 19 apprezzando la vittoria del West Ham sul Liverpool di Klopp.

SSC Napoli v Hellas Verona FC - Serie A

Il Verona ha annullato la tecnica del Napoli con una pressione sempre al limite (a volte oltre ndr) della regolarità, con degli interventi e delle corse in avanti che hanno impedito agli uomini di Spalletti di fraseggiare nella solita maniera. Dal canto opposto, la tecnica del Napoli s'è un po' altezzosamente innervosita: troppi errori tecnici, troppa inutile frenesia (ai limiti del capriccioso), poche giocate pulite. Così le uniche azioni sono arrivate su palle un po' casuali - come in occasione del bellissimo palo di Osimhen - o su palle inattive - come in occasione del meraviglioso gesto tecnico da 30m di Dries Mertens -. Nel mezzo, prima e dopo poco altro: il Verona ha creato fuffa verticale, infrangendosi contro un ottimo Juan Jesus e creando solo crampi nello stomaco negli spettatori paganti e virtuali. Sarebbe ora di dire anche no a questo filone calcistico che vede i calci prima della palla, le caviglie prima degli schemi. E se basta non si può dire, si dica almeno che è inguardabile come l'ex Cholismo, come il tossico montare addosso delle squadre di Juric. Una squadra di calcio solo grintosa è una squadra senza arte.

Poi, una postilla sulla questione arbitrale: al di là del rigore, la direzione di Ayroldi è stata discutibile perché non siamo pronti ed abituati ad un arbitro che non fischia il classico fallo del giocatore che si inarca e si tuffa. Siamo avvezzi ai Cuadrado e ai Dybala (pure Chiesa in Champions non ha scherzato, ndr). Ayroldi semplicemente era il fischietto sbagliato, in una partita in cui il fallo doveva essere disincentivato e non incoraggiato. Ha sbagliato di grosso chi ha valutato fosse l'arbitro ideale per Napoli-Verona.

Rinforzare il tono

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(Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)

Per forza ci siam dovuti chiedere se Spalletti abbia guardato o meno quel Napoli-Verona di maggio. E se l'ha fatto, la domanda giusta è chiedersi cos'abbia fatto per rimediare a degli errori che si sono fastidiosamente ripetuti. Chi scrive ha avuto i brividi al cambio Anguissa-Mertens, memore di quel Bakayoko-Petagna all'81' che finì per eliminare il possesso palla del Napoli: l'unica cosa che serviva. Spalletti oggi come Gattuso allora non ha saputo trovare le misure ad un gioco sempre uguale, confidando troppo nelle uscite provate e troppo poco in chi sa cavarsela in queste situazioni. Male Insigne (come contro il Torino: era un indizio ndr), Politano e Zielinski. Poco coinvolto Osimhen: era la partita di Mertens e di Petagna, che sarebbero potuti entrare ben prima degli ultimi dieci minuti. Poteva essere la gara di Adam Ounas, poiché l'uomo-contro-uomo non è nulla per chi salta-l'-uomo. Pochi invece gli smarcamenti, i tagli e tutte le contromisure tattiche utili a sorvolare il Verona, che - ripeto - persegue un metodo anti-televisivo e anti-spettacolare di calcare un campo di calcio.

Ora sarà pausa e poi ciclo finale: Inter, Lazio, Sassuolo, Atalanta, Empoli, Milan, Spezia. Sette gare in cui fare bottino pieno sarà impossibile, che andranno giocate con meno nervosismo e una brillantezza parzialmente da ritrovare. Va rinforzato il tono. Ieri sera non si è perso nulla, ma non si è vinto perché si è annegati in un bicchier d'acqua.

Vittima (come sempre) di se stesso e dei propri noti avvilimenti il Napoli ha fatto uno a uno col Verona. Ci siam cascati di nuovo.

A cura di Mattia Fele 

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