C'è che ormai, che ho imparato a sognare...non smetterò!"
VIDEOPAGELLE Anguissa infinito, Kim in crescita esponenziale: Politano a tutto gas
Il Napoli è cresciuto. E viene sempre da apporre, alla fine di questa considerazione, un punto interrogativo.
Sarà la scaramanzia partenopea, che impone, da sempre, al popolo di Napoli cautela e misura, ché “Essere superstiziosi è da ignoranti ma non esserlo porta male”
“… Eppure il vento soffia ancora Spruzza l'acqua alle navi sulla prora E sussurra canzoni tra le foglie Bacia i fiori, li bacia e non li coglie”
Il vento del cambiamento, il vento della speranza, il vento della passione mai spenta dei tifosi, quello della straripante forza dei giovani accasatisi questa estate all’ombra del Vesuvio. Un’estate torrida, quella partenopea: il golfo di Napoli è stato attraversato dalle bollenti correnti della contestazione, della sfiducia, della rabbia per alcune dichiarazioni presidenziali che spegnevano i sogni, che levavano la fame nonostante uno stomaco ancora vuoto. Parole che sembravano suggellare l’inutilità di sognare, come se il sogno di vincere fosse un’urgenza infantile incompatibile con la realtà. Ma i napoletani hanno detto no, ché Napoli vuole credere in qualcosa, ha bisogno di credere in qualcosa. E così, “contro a tutti, contro a tutti quanti”, ha difeso quel diritto, lo ha fatto proprio, lo ha posseduto intimamente, decisa a non regalarlo, a non sacrificarlo all’altare della “realtà”. Ché la realtà la costruiamo insieme giorno per giorno, e non è affatto detto che non se ne possa scrivere una diversa da quella attuale. I film più belli – e De Laurentiis dovrebbe saperlo – sono quelli in cui il colpo di scena cambia le carte in tavola e riscrive la storia. La Società ha lavorato tra le critiche estive, costruendo una squadra giovane, competitiva. Forse sorprendente finanche per l’alchimista Giuntoli, che ha messo insieme una rosa capace di aprire nuovi capitoli avvincenti, oltre ogni aspettativa.“La veste dei fantasmi del passato, cadendo lascia il quadro immacolato…e s’alza un vento tiepido d’amore, di vero amore, e riscopro te”
E Spalletti. Spalletti concentrato. Spalletti serio. Spalletti poco sorridente. Criticato per la sua vis polemica. Ingiustamente, diremmo noi: perché lo stratega sa che cedere alle lusinghe di un avvio di stagione strabiliante sarebbe un suicidio imperdonabile. E, forse, ancora vuole perdonarsi per l’epilogo della stagione scorsa. Ché al di là delle dichiarazioni in conferenza e del raggiungimento dell’obiettivo societario, c’è un tricolore che tutte le big hanno fatto a gara per non conquistare, ed il Napoli poteva farcela, a farlo suo. Legittimamente. Ma ora è un altro tempo. Un’altra era.. Un altro Napoli. Anche un altro Spalletti. Uno Spalletti che finalmente “dorme tranquillo”. Che ha messo a bada i fantasmi di un passato recente che fa ancora male. Che si concede, chiuso nel silenzio del suo ufficio a Castel Volturno, l’ebbrezza di un sogno che si può - di più: SI DEVE – continuare a sognare.
"C'è che ormai, che ho imparato a sognare...non smetterò!"
Avanti Napoli!
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