Qui entra in gioco il discorso dello scudetto “indirizzato” al Nord. L’episodio Bastoni-Kalulu che ha deciso Inter-Juve ha pesato sulla testa del Napoli. Il -12 appariva come un miraggio, un qualcosa di irrecuperabile. Ed effettivamente è così, anche lo stesso Conte ha dato l’impressione di guardarsi più alle spalle piuttosto che alla vetta. Il cambio con l’ingresso di Mazzocchi dopo il 2-2 è il simbolo di un giustificato timore di perdere la partita. Ebbene, è arrivato il momento di guardarsi alle spalle perché la qualificazione alla prossima Champions è l’elemento fondamentale per non bollare la stagione come deludente. Il Napoli ora è a +3 sulla Roma, con il vantaggio degli scontri diretti, ed è a +4 sulla Juve dell’ex Spalletti. Una situazione che, visti i 38 infortuni stagionali (lista allungata da Rrahmani), sembra oro colato. L’Inter non sembra mollare e, al di là di arbitri e Var piuttosto scadenti, la risalita è veramente impossibile. Quindi è giusto così, Conte conserva il 2-2 e guarda al futuro e non allo scudetto. Il futuro si chiama centenario, il Napoli spegnerà 100 candeline. Un anno storico che vede la qualificazione alla Champions come un elemento troppo importante. Nella testa siamo certi sia scattata questa scintilla: deve essere una stagione storica e ora va progettato il futuro. Non significa arrendersi, significa guardare la realtà. Il Napoli lo scudetto lo ha difeso con le unghie e con i denti ma una serie di circostanze sfortunate hanno fatto sì che abdicasse già a febbraio. Nulla di cui vergognarsi visto che l’ultimo post scudetto ha visto un disastroso decimo posto e tre allenatori in una stagione. Ora no, si fa quadrato intorno a Conte e si lotta nelle difficoltà. Rimettiamo i piedi per terra: una Supercoppa e un piazzamento nelle prime quattro non saranno un fallimento. Il futuro si chiama centenario, si chiama progetto Conte-Napoli. Le basi ci sono, ora serve non sfaldare tutto. Guardiamoci alle spalle per guardare al futuro: la squadra lo sa, lotta e lotterà per un intero popolo che merita di sognare ma che ora è felice di accontentarsi di vedere la maglia sudata alla fine di ogni partita.
A cura di Giovanni Frezzetti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
© RIPRODUZIONE RISERVATA


/www.calcionapoli1926.it/assets/uploads/202305/6077855f64f8faf8a21e75e8615e840c.jpg)
/www.calcionapoli1926.it/assets/uploads/202602/dba0023a82f69ba228389c784cb7a561.png)