calcionapoli1926 editoriali Ode al Napoli senza Fab 4! Con la Cremonese si è ammirato il finale di stagione che poteva essere

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Ode al Napoli senza Fab 4! Con la Cremonese si è ammirato il finale di stagione che poteva essere

Alex Iozzi
Quattro esultanze, ma a denti stretti: la batosta servita ai grigiorossi fa salire infiniti rimpianti alla platea del Maradona per l'occasione mancata che rappresenta la fase ultima dell'annata ormai agli sgoccioli

Quando il Napoli vince, il mondo acquista sempre un colore più acceso; ma quando lo fa giocando bene, diventa il Paradiso in Terra. Gli azzurri dominano in lungo e in largo il match con la Cremonese che, a conti fatti, tanto "match" non è stato: lo testimonia il dato sui tiri, il quale recita "19 a 1" in favore dei padroni di casa. Apre Scott McTominay (che sbaglia un calcio di rigore nel finale), chiude Alisson de Almeida Santos; nel mezzo, uno sfortunato autogoldi Filippo Terracciano e Kevin De Bruyne. Quattro reti che, oltre a valere il bottino pieno, rispediscono, in attesa di Milan-Juventus, i partenopei al 2° posto in classifica con 69 punti, dunque a +3dai rossoneri. Eppure, nonostante gli aspetti elencati siano tutti positivi, e all'appello manchi persino il rientro di Amir Rrahmani al comando della difesa, ogni marcatura ha involontariamente generato un senso di rammarico nel pubblico pagante allo stadio Diego Armando Maradona, oltre che a quello seduto dinnanzi al televisore. Il motivo è presto detto: questa stagione, o meglio, il suo ultimo atto poteva essere molto di più; e non c'entrano gli infortuni.

'Poker' e calcio champagne, ma l'animo collettivo cova un mare di rimpianti: le due facce di Napoli-Cremonese

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Scartiamo immediatamente le ovvietà: la "banda Giampaolo", in virtù dei valori fin troppo differenti, non era certamente una chissà quale corazzata impossibile da battere per il Napoli. Tuttavia, in tempi recenti abbiamo ammirato una squadra in grande difficoltà nella creazione di azioni realmente pericolose. Senza citare per forza il pareggio di Parma o la batosta con la Lazio, basta tornare indietro alle cinque vittorie consecutive e menzionare lo scontro diretto col Milan, in cui gli azzurri avevano vinto ma non convinto fino in fondo, almeno dal punto di vista offensivo. Tre gare dove il denominatore comune è stata una formula da sogno sulla carta, ma fallimentare nel pratico: i 'Fab Four'. E aggiungiamo pure l'utilizzo di Alisson Santos esclusivamente a sfida in corso.

Contro la Cremonese, Antonio Conteha deciso di operare per un'altra via matematica: ordine degli addendi cambiato e uno di essi sostituito. Fuori un André-Frank Zambo Anguissa in condizioni rivedibili, McTominay spostato in mediana al fianco di Stanislav Lobotka, De Bruyne schierato nei due dietro la punta a destra e il brasiliano piazzato sull'esterno sinistro. Il risultato è a dir poco stellare: il belga smista palloni a occhi chiusi a chiunque gli chieda un passaggio pulito, lo scozzese agisce da incursore andando alla conclusione almeno una decina di volte e l'ex Sporting Lisbona salta sistematicamente l'uomo e crea quella superiorità tanto invocata dal tifo '081'.

Ed è qui che nasce il rammarico di cui parlavamo nell'introduzione: se Conte avesse accettato prima la bassa funzionalità dei quattro centrocampisti nel suo 3-4-2-1, staremmo vivendo lo stesso finale d'annata? Il pensiero, per forza di cose, ricade sul pomeriggio del Tardini distante ormai un paio di settimane: con Alisson dal 1° minuto, magari il Napoli avrebbe fatto crollare la muraglia edificata da Carlos Cuesta, si sarebbe portato a -4 dall'Intercapolista e, quella sera stessa, i nerazzurri avrebbero avuto maggiori complicazioni, soprattutto mentali, nel ribaltare lo svantaggio di due reti contro il Como. L'allenatore che siede sulla nostra panchina direbbe che con i "se" e con i "ma", non si scrive la storia; però è una riflessione doverosa e che viene spontanea.


Chiusa la 'parentesi fantasia', è giusto che la mente faccia ritorno nel presente: c'è una medaglia d'argento da conquistare e una qualificazione in Champions League da blindare, seppur il distacco da ComoRomaquinte equivalga a undici lunghezze. Quattro ostacoli che precedono il traguardo da fronteggiare con il solo obiettivo di onorare la casacca azzurra; il tutto, possibilmente, senza i 'Fab Four' in campo.

A cura di Alex Iozzi

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