Contro la Cremonese, Antonio Conteha deciso di operare per un'altra via matematica: ordine degli addendi cambiato e uno di essi sostituito. Fuori un André-Frank Zambo Anguissa in condizioni rivedibili, McTominay spostato in mediana al fianco di Stanislav Lobotka, De Bruyne schierato nei due dietro la punta a destra e il brasiliano piazzato sull'esterno sinistro. Il risultato è a dir poco stellare: il belga smista palloni a occhi chiusi a chiunque gli chieda un passaggio pulito, lo scozzese agisce da incursore andando alla conclusione almeno una decina di volte e l'ex Sporting Lisbona salta sistematicamente l'uomo e crea quella superiorità tanto invocata dal tifo '081'.
Ed è qui che nasce il rammarico di cui parlavamo nell'introduzione: se Conte avesse accettato prima la bassa funzionalità dei quattro centrocampisti nel suo 3-4-2-1, staremmo vivendo lo stesso finale d'annata? Il pensiero, per forza di cose, ricade sul pomeriggio del Tardini distante ormai un paio di settimane: con Alisson dal 1° minuto, magari il Napoli avrebbe fatto crollare la muraglia edificata da Carlos Cuesta, si sarebbe portato a -4 dall'Intercapolista e, quella sera stessa, i nerazzurri avrebbero avuto maggiori complicazioni, soprattutto mentali, nel ribaltare lo svantaggio di due reti contro il Como. L'allenatore che siede sulla nostra panchina direbbe che con i "se" e con i "ma", non si scrive la storia; però è una riflessione doverosa e che viene spontanea.
Chiusa la 'parentesi fantasia', è giusto che la mente faccia ritorno nel presente: c'è una medaglia d'argento da conquistare e una qualificazione in Champions League da blindare, seppur il distacco da Como e Romaquinte equivalga a undici lunghezze. Quattro ostacoli che precedono il traguardo da fronteggiare con il solo obiettivo di onorare la casacca azzurra; il tutto, possibilmente, senza i 'Fab Four' in campo.
A cura di Alex Iozzi
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