E allora, ancora una volta, ci ritroviamo a parlare delle assenze che portano all’eliminazione del Napoli da un’altra competizione. Ma dall’altro lato andrebbe aperto un lungo discorso sul Var, i protocolli e gli arbitri. Una difformità di giudizio che fa male al calcio e ai tifosi creando una continua confusione. La squadra, ancora una volta, esce tra gli applausi nonostante l’amore in bocca e il sapore della beffa. La Coppa Italia era un obiettivo dopo l’eliminazione dalla Champions ma ora ci si ritrova a dover puntare solo al campionato con quel -9 dall’Inter cerchiato in rosso. La fiducia, nonostante tutte le avversità, non ha mai abbandonato l’ambiente: i tifosi ci credono. Conte sorride amaro quando gli chiedono di scudetto e infortuni. Effettivamente c’è poco da dire. La strada davanti al Napoli è una salita ripida e impervia, ma questa squadra ha dimostrato che anche nelle difficoltà più grandi non si arrende, anzi tira fuori il meglio di sé. Questo però non basta: ad oggi si ripensa e si riparla solo di arbitri. Non è polemica né piangeria: è voglia di un calcio giusto. Allora si rifletta, le parole di Conte e le immagini degli episodi della partita siano da monito per gli uomini a Coverciano. Ora si guardi avanti, lo faccia il Napoli ma anche il sistema calcio. Dal campo si esce a testa alta ma con la consapevolezza e l’amarezza che questa stagione poteva andare diversamente. Nulla è scritto, ma la corsa è ad ostacoli e il Napoli dovrà saltarne molti per arrivare all’obiettivo finale.
A cura di Giovanni Frezzetti
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