A cura di Alex Iozzi
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editoriali
Parlare di Napoli-Como del 10 febbraio 2026 (sì, è importante evidenziare anche la data) facendo riferimento unicamente a quanto ammirato in campo è pressoché impossibile. In primis, perché il passaggio del turno dei lariani è stato decretato da una lotteria di tiri dal dischetto che sorteggia senza malizia chi deve vincere; in secondo luogo, perché il mancato secondo giallo a Jacobo Ramon per fallo ai danni di Rasmus Hojlund al 50° minuto di gioco ha influenzato in maniera fin troppo evidente l'andamento dell'incontro. Un errore oggettivo commesso dal direttore di gara Gianluca Manganiello; eppure, sorprendentemente (nemmeno troppo) non sta suscitando lo stesso scalpore del rigore concesso agli azzurri sabato 7 gennaio 2026 (sempre fondamentale citare il giorno) nel trionfo al cardiopalma col Genoa per l'intervento subito sul proprio piede destro da Antonio Vergara da parte di Maxwel Cornet.
"Il VAR Di Bello e l'AVAR Fabbri si fanno attirare dal contatto fra Cornet e Vergara, ma in verità è una semplice presa di posizione, un movimento del tutto accidentale da parte di Cornet: non è assolutamente fallo. Lo 'step on foot' nasce per punire l'imprudenza, qua c'è solo una presa di posizione: tocca il collo del piede, ma è una normale dinamica calcistica. Non c'è né imprudenza né punibilità. La prima immagine può apparire fallosa, ma calcisticamente c'è ben poco. È una 'strisciata' accidentale: il fallo dev'essere chiaro, non così". Queste le dichiarazioni rilasciate da Dino Tommasi, componente della Commissione Arbitri Nazionale, durante l'ultima puntata di "Open VAR", format a cura di Dazn in cui vengono discussi episodi arbitrali dubbi. In sostanza, è come se l'AIA avesse chiarito in diretta TV che il calcio di rigore fischiato al Napoli contro il Grifone sabato scorso non andasse assegnato.
Nulla da contestare a riguardo, seppur ormai in ogni partita qualunque squadra di Serie A e non giovi di una dinamica simile senza ricevere particolari shitstorm mediatiche, se non fosse che tali parole sono state precedute da tre giorni di trasmissioni, contenuti social e dirette streaming totalmente incentrate sulla suddetta dinamica. Una serie di individui ha persino cominciato a divulgare l'#delaurentiisleague, nonostante la banda Conte, prima del weekend appena archiviato, non ricevesse una chiamata favorevole nel limite dei 16,5 metri rivali in campionato dal 25 ottobre 2025, serata della sfida d'andata con l'Inter. E anche all'indomani di una decisione piuttosto folle che ha negato ai campioni d'Italia la possibilità di inseguire il secondo trofeo stagionale dopo la Supercoppa sollevata in quel di Riyadh a dicembre, oltre ad aver compromesso l'esito finale del match poiché presa sul punteggio di 1-1, con 40' più recupero da disputare e nel momento migliore dei padroni di casa, il trend non è comunque mutato: scrolli i reel su Instagram oppure su TikTok e si dibatte esclusivamente del contatto Cornet-Vergara.
Quotidiani, influencer e salotti televisivi, vi lanciamo un appello: sfruttate l'opportunità che Napoli-Como vi sta offrendo per redimervi. Non fate due pesi e due misure; al contrario, trattate il fallo di Ramon su Hojlund col medesimo interesse e dategli la stessa importanza di quello, a detta vostra, inesistente di Genoa-Napoli, così da dimostrare che la narrazione proposta dal poco simpatico (sicuramente a voi) Antonio Conte è pura fantasia, ossia che "Partenope lì in alto dà fastidio".
A cura di Alex Iozzi
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